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Quaderni acp - 2004; 11(3): 122-127

Certezze e dubbi in medicina neonatale

Dipartimento di Neonatologia Medica e Chirurgica, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - IRCCS, Roma

A very good reason for a discussion about the efficacy of interventions in neonatal
medicine derives from the frequency of collateral damages. Frequently a newborn presents serious pathologies which often require complicated and serious therapies. It is often difficult to distinguish the effects due to the therapy and the ones due to the affection. Collateral damages could happen (a typical example is the retinopathy of prematurity) and from them we have nevertheless much learned about neonatal physiopathology. In order to completely understand newborn’s problems, in relation to the presence of such confounding variables, it is necessary to strongly increase the sample’s numbers to achieve acceptable levels of security in the evaluation of the efficacy of interventions. It is often necessary to make a distinction between the efficacy of a treatment on symptoms and the efficacy on newborns survival: a typical case is the treatment of anemia with erythropoietin. Once a prove of efficacy has been established the problem shifts to the adaptability of such accepted practice. This doesn’t often happen: a typical example is the persistence of extensive fetal monitoring when there are proves regarding the non efficacy on newborn’s destiny. Neonatology still remains a subject “at risk” because at the moment our knowledge is still incomplete and needs amelioration, especially in regard to the newborn’s outcomes. Pressure towards the utilization of new technologies, preferably expensive, are always stronger and this makes complicated the use of just the efficacious ones.

La frequenza dei danni iatrogeni in neonatologia è un buon motivo per discutere l’efficacia degli interventi in medicina neonatale. Il neonato presenta frequentemente
patologie severe che richiedono interventi spesso invasivi. Spesso vi è difficoltà a
distinguere gli effetti degli interventi da quelli della affezione trattata. Possono quindi
accadere danni iatrogeni (tipica la retinopatia da ossigeno) che però ci hanno insegnato molte cose sulla fisiopatologia neonatale. A causa di queste variabili confondenti, per comprendere a fondo i problemi del neonato, c’è necessità di aumentare fortemente la numerosità del campione per raggiungere livelli accettabili di sicurezza circa l’efficacia degli interventi. Spesso è necessario distinguere fra l’efficacia di un trattamento sui sintomi e l’efficacia sulla sopravvivenza dei neonati: tipico di questo caso è il trattamento dell’anemia del neonato con eritropoietina. Non tutto è finito una volta raggiunta la prova di efficacia. Inizia allora il problema di adattarvi la prassi. Ciò non sempre accade: tipico il persistere del monitoraggio fetale estensivo nonostante le raggiunte prove di non efficacia sul destino del neonato. La neonatologia è ancora una disciplina “a rischio”, perché le nostre conoscenze sono tuttora incomplete e devono migliorare, soprattutto per quanto riguarda gli esiti a distanza. Le pressioni del mercato verso l’utilizzazione di nuove tecnologie, preferibilmente costose, sono sempre più forti e questo complica l’utilizzo delle sole efficaci.

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ISSN: 2039-1382

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