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Quaderni acp - 2005; 12(4): 182-184
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Quaderni acp 2005_12(4)


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ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

Colloquio fra pediatra e specialista sulla ipercolesterolemia familiare

Pediatra di base, Buccinasco (Milano); Pediatra di base, ACP Milano e Provincia

A confrontation between professionals on familial hypercholesterolemia
The prescription of antilypemic drugs and the follow up of an 11 year old boy with familial hypercholesterolemia is the problem analysed in this scenario. The family paediatrician tries to acquire current knowledge regarding antilypemic drugs in paediatrics, thus avoiding a simple copy of the specialist’s prescription. An excursus through literature confirms the possible use of statine in familial hypercholesterolemia and the possible reduction of cardiovascular morbidity and mortality in children’s future. Nevertheless, data on long term safety are lacking. The information acquired makes a confrontation with the specialist possible so that the respective roles and responsibilities can be defined. The paediatrician, by becoming a mediator, guarantees a good transmission of secure and shared information between the family and the specialist.

Il problema analizzato in questo scenario riguarda la prescrizione dei farmaci liporegolatori e il follow-up in un ragazzino di 11 anni, affetto da ipercolesterolemia familiare. Il pediatra curante del bambino, che non vuole limitare il proprio ruolo a quello di semplice trascrittore di terapie proposte da un altro specialista, cerca di capire quale sia lo stato attuale delle conoscenze sui farmaci liporegolatori in età pediatrica. La letteratura gli conferma la possibilità di ridurre morbilità e mortalità cardiovascolare nel futuro dei bambini affetti da ipercolesterolemia familiare anche con il ricorso alle statine, sulla cui sicurezza a lungo termine mancano però dati sufficienti. Con le informazioni in suo possesso il medico può dunque confrontarsi con lo specialista, ridefinendo i reciproci ruoli e responsabilità all’interno della relazione di cura. In tal modo si pone anche come mediatore efficace e facilitatore tra la famiglia e lo specialista, garantendo un passaggio di informazioni sicure, pertinenti e soprattutto condivise.

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