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Quaderni acp - 2005; 12(3): 131-132
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Quaderni acp 2005_12(3)


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Quaderni acp
ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

Parlando di rischio: lo facciamo questo EEG?

Pediatra di base, ACP Milano e Provincia; Pediatra di base, ACP Verona

Speaking about risk: should we prescribe an EEG?
The following scenario analyses the possible risk of seizures in a 7 month old child with left arm paresis and slight deficiency of motor function in his left leg. About one third of children with cerebral palsy develop seizures at an early stage of their life. This appears directly correlated to the degree of motor function deficiency. The paediatrician knows that by informing parents about the eventual risk of seizures he practically communicates a possible risk, even if unforeseeable and not proven. He then recognizes parents’ difficulty and hesitations and tries to avoid generic reassurance. He gives pertinent information, helps parents in formulating questions and doubts, doesn’t take decisions for them but defines better the specialist’s intrinsic value.

Il problema analizzato in questo scenario riguarda il rischio di insorgenza di crisi convulsive in un bambino di 7 mesi con una paresi dell’arto superiore sinistro, associata a un lieve deficit motorio a quello inferiore sinistro. Lo stato attuale delle conoscenze depone per lo sviluppo di epilessia in un terzo circa dei bambini con paralisi cerebrale, tanto più precoce quanto maggiore è il grado di compromissione motoria. Il pediatra sa che informare sulle dimensioni di un rischio significa comunicare un evento possibile, come si deduce in questo caso dall’esperto e dalla consultazione della letteratura, ma imprevedibile e mai provato. Riconosce il momento di difficoltà e incertezza che la famiglia del bambino sta provando, evita la rassicurazione generica, dà informazioni pertinenti, facilita l’espressione di dubbi e domande da parte dei genitori, non prende decisioni al loro posto, valorizza la figura dello specialista all’interno della relazione di cura.

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