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Quaderni acp - 2006; 13(2): 86-87
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Quaderni acp 2006_13(2)


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Quaderni acp
ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

Il rene scomparso

Nefrologo, Ospedale Infantile di Torino; Pediatra di base, ACP Milano e Provincia

The vanished kidney
This scenario regards the occasional finding, in a two month old infant, of a monolateral renal agenesis. The frightened parents, through their paediatrician, refer to a nephrology specialist. By sorting out the information given by parents and receiving their doubts, the specialist tries to give answers and adds what he thinks as useful, understandable and acceptable indications. Nevertheless, parents look for another specialist’s opinion and request from their paediatrician a prescription for a cystourethrogram. A search through evidence based literature doesn’t add information to the ones already given to parents by the nephrology specialist, so the paediatrician, doubtful about the usefulness of a cystourethrogram, consults the nephrology specialist again. A direct and clear communication between the paediatrician and the specialist helps parents in taking a decision where there aren’t correct or wrong ways, but only indications originated from experience.

Il problema analizzato in questo scenario riguarda il riscontro occasionale, nel corso di un’ecografia del bacino eseguita per la diagnosi di LCA, di agenesia renale sinistra in un bimbo di due mesi di vita. I genitori spaventati si rivolgono, su indicazione della pediatra, al nefrologo che, accogliendone i dubbi e riordinando le informazioni già in loro possesso, risponde a quanto vogliono sapere in quel momento, aggiungendo le indicazioni che ritiene necessario fornire loro, comprensibili, accettabili, utilizzabili. La pediatra, che già ha consultato la letteratura ed eseguito una ricerca in banca dati che nulla aggiunge alle informazioni ottenute dallo specialista sul caso specifico, si rivolge una seconda volta al nefrologo, non convinta dell’utilità di una cistografia, richiesta da un urologo consultato nel frattempo dai genitori, preoccupati di non fare tutto il possibile per il bambino. La comunicazione diretta fra pediatra e specialista, l’assenza di contrapposizione con il collega urologo, il passaggio di informazioni utili e assimilabili a quelle precedenti aiutano alla fine i genitori in una decisione dove non ci sono percorsi sicuramente giusti o sbagliati, ma indicazioni dettate dall’esperienza.

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