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Quaderni acp - 2007; 14(5): 203-206
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Quaderni acp 2007_14(5)


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ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

I farmaci: inquinanti ambientali ubiquitari

Dipartimento Ambiente e Salute, Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”

Drugs: omnipresent pollutants in the environment
Pharmaceuticals are a new class of widespread environmental pollutants, contaminating the environment from a myriad of scattered entry points. Improper disposal and industrial emission contribute to the pollution but the major source of the contamination is the patient itself. Once administered pharmaceuticals are excreted unmetabolised with the urine or stools. With the wastewater they reach the treatment plants which are unable to remove complex molecules. Therefore several pharmaceuticals persist in the treated water and contaminate the environment. Several active substances can be commonly measured in surface water of rivers and lakes, at low but potentially toxic concentrations. Pharmaceuticals in the environment are becoming a subject of global concern, with potential environmental consequences. Regulatory guidelines have been proposed by the EMEA, while other proposals to reduce the environmental pollution by these substances are provided by the “green pharmacy”. The sewage system is an important key point to control the environmental contamination, but treatment plants are unable to remove efficiently a substantial part of the pharmaceuticals. However the efficiency of drug removal could be improved but with long time and high costs. Meanwhile education and information of patients and doctors on proper disposal and use of medications could reduce the burden of pharmaceuticals contaminating the environment, mitigating their potential hazard.

I farmaci sono una nuova classe di inquinanti ambientali ubiquitari. Contaminano l’ambiente attraverso una serie di fonti diffuse. Lo smaltimento improprio e l’industria contribuiscono a questo fenomeno, ma la fonte principale dell’inquinamento è il paziente stesso. Una volta somministrati, molti farmaci non sono metabolizzati e vengono escreti come tali. Con le acque fognarie raggiungono i depuratori che non sono in grado di degradare molecole complesse. Molte di queste sostanze persistono quindi nelle acque di scarico “depurate” e contaminano l’ambiente. Numerose sostanze attive sono comunemente presenti nelle acque dei fiumi e dei laghi di aree densamente popolate, in concentrazioni relativamente basse ma ancora potenzialmente tossiche. L’EMEA ha recentemente proposto una serie di linee-guida per regolare la materia, mentre altre proposte per ridurre l’impatto ambientale dei farmaci arrivano dalla “green pharmacy”. I depuratori urbani rappresentano un punto importante per controllare l’inquinamento ambientale, ma gli impianti di trattamento attuali non sono in grado di rimuovere i farmaci in maniera efficace. L’efficienza della depurazione potrebbe comunque essere migliorata, ma questo richiede tempi e investimenti considerevoli. Nel frattempo, l’educazione di medici e pazienti, per lo smaltimento appropriato e per l’uso corretto dei farmaci, può contribuire a ridurre i quantitativi di sostanze attive che si riversano nell’ambiente, mitigandone i potenziali rischi.

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