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12 Giu 2007
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Il bambino minacciato e l’ignaro pediatra

Francesco Montecchi
Dal bambino minaccioso al bambino minacciato. Gli abusi sui bambini e la violenza in famiglia: prevenzione, rilevamento e trattamento

Franco Angeli 2006
pp. 224, euro 24

Nel panorama abbastanza povero delle pubblicazioni in italiano di testi di riferimento per professionisti sul tema dell’abuso infantile va visto con interesse questo agile libro di Francesco Montecchi, primario di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale “Bambino Gesù”, ben conosciuto per il suo impegno nell’ambito del maltrattamento infantile. L’intera esperienza del gruppo del professor Montecchi è raccolta in densi e chiari capitoli. Sembra molto utile per il pediatra, sempre in dubbio in questo ambito, quello sull’attivazione dell’intervento dell’Autorità Giudiziaria da parte del medico e il capitolo sull’assetto emotivo del professionista, temi fondamentali per l’efficacia dell’intervento. Particolarmente curati sono gli aspetti di psicopatologia e psicodinamica che fanno dell’abuso una vera e propria catena che lega vecchie e nuove generazioni all’interno della stessa famiglia e che ci fanno comprendere i sintomi del bambino sulla base di specifici meccanismi di difesa attuati inconsapevolmente dal bambino stesso. Perché impegnarsi nella lettura di un libro sull’abuso infantile quando questa patologia sembra rara nella nostra pratica ambulatoriale, e difficilmente sospettabile in un ambulatorio pediatrico? In realtà la prevalenza dell’abuso è stimata in 4,4 casi/1000 e basta scorrere la lettura dei fattori di rischio e dei fattori protettivi, per saper individuare una popolazione sulla quale posare un occhio particolare durante l’accoglienza in ambulatorio e poter porre, quando ve ne siano le condizioni, un dubbio diagnostico che dovrà essere condiviso con gli specialisti di riferimento, ma anche per sostenere una famiglia in condizione di rischio. Tuttavia noi siamo fatti così: “vediamo solo ciò che conosciamo”, e non conoscendo le varie forme di maltrattamento, rischiamo di non vederle anche se ci passano sotto al naso. Iniziamo allora a studiare la Shaken Baby Syndrome, il Medical Shopping per procura, ecc., così riusciremo a guardare la realtà con occhi nuovi a esclusivo vantaggio del bambino e per rivendicare alla pediatria un ruolo centrale di difesa dell’ infanzia, che famiglia o tutela giudiziaria non possono sempre offrire.

Costantino Panza
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C' é 1 commento:

  1. Anonimo - 15 Giu 2007 12:12 AM

    ringrazio costantino panza,per il commento al mio libro .Tra tutte le recenzioni l’ho trovato chiaro e semplice ma ha efficacemente centrato il mio obbiettivo (frustrato!!)di trenta anni di mobilitare i pediatri che sono i più difficili a coinvolgere sul tema degli abusi:il pediatra è il primo professionista che vede un bambino da quando nasce e se si potesse accorgere delle condizioni in cui rischia di vivere potremmo ridurre il lavoro degli altri professionisti,insegnanti,assistenti sociali,psicologi,psichiatri,che quando entrano in campo debbono lavorare già in cronicità ,ne è corretto pensare che la soluzione sia nell’intervento della giustizia .Grazie e complimenti
    francesco montecchi