ACP > Editoria > Quaderni ACP > Musical-mente > Incontro fra Neuroscienze e Musica
Quaderni acp - 2007; 14(4): 190-192
quaderni acp
Quaderni acp 2007_14(4)


Bimestrale di informazione politico culturale e ausili didattici dell'Associazione Culturale Pediatri

Open access
La rivista aderisce agli obiettivi di diffusione gratuita online della letteratura medica

Indicizzata in SciVerse Scopus e in Google Scholar

Quaderni acp
ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

Incontro fra Neuroscienze e Musica

Neurofisiologa, UO di Neuropsichiatria Infantile, Università di Roma Tor Vergata e Fondazione Mariani - Milano

Neuroscience encounters music
The development of musical abilities begins almost as soon as life itself. Using the mismatch negativity paradigm, Huotilainen et al have demonstrated that familiarity for melodies may ensue during the third trimester of pregnancy. Schellenberg has also shown the long-term effects of music, on selected IQ items, and Fujioka et al. have found similar results on fine tone and timbre discrimination. Schlaug and colleagues have shown an enlargement of specific brain areas after one year of musical training. Is this plasticity useful for other uses, for example in rehabilitation? Music therapy addresses exactly this issue, by providing two approaches: prevention and intervention. Music has the strength of multimodality and as such can simultaneously stimulate auditory, visual, sensory, motor and limbic systems, providing a unique integration. So whether men are born for music or music is born for men is yet to be uncovered, but we would like to believe the two concepts can live “harmonically” together.

Lo sviluppo delle abilità musicali inizia tanto precocemente così quanto la vita stessa. Usando il modello per prove ed errori, Huotilainen et al. hanno dimostrato che la familiarità per le melodie può manifestarsi durante il terzo trimestre di gravidanza. Schellenberg ha inoltre dimostrato gli effetti a lungo termine della musica, in termini di QI, e Fujioka et al. hanno trovato risultati simili per quanto riguarda la discriminazione fine dei toni e dei timbri. Schlaug e coll. hanno dimostrato un ingrandimento di specifiche aree cerebrali dopo un anno di training musicale. È possibile che questa plasticità sia utile per altri usi, ad esempio in riabilitazione? La musicoterapia si occupa esattamente di questo problema in due modi: prevenzione e cura. La musica ha la forza della moltimodalità e può stimolare simultaneamente i sistemi uditivi, visivi, sensitivi, motori e limbici, assicurando una integrazione unica nel suo genere. Così se gli uomini sono nati per la musica o la musica è nata per gli uomini non è stato ancora stabilito, ma ci piacerebbe credere che questi due concetti possano vivere insieme “armonicamente”.

Musical-mente
Quaderni ACP

Se non hai trovato quello che volevi effettua una ricerca.


Tutto il sito    Quaderni ACP Newsletter Pediatrica PUMP
  

stampa

Nessun commento, vuoi essere il primo?