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Quaderni acp - 2007; 14(2): 64-66
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Quaderni acp 2007_14(2)


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Quaderni acp
ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

La sicurezza in ambiente domestico: epidemiologia degli incidenti e possibilità di interventi di prevenzione

Esperta in processi formativi, Docente Istituto CFP IAL “Lino Tosoni”, Villafranca (Verona)

Security in home environment: epidemiology of home accidents or of possible preventive interventions
Every year 3 millions Italians are victims of home accidents, about 4500 die for this reason. At least 68,000 accidents involve preschool children, who are therefore among the main victims. Nevertheless this phenomenon is often underestimated: there seems to be a lack of adequate training and information regarding a proper “safety culture”. For these reasons some initiatives have been undertaken based mainly on national and local analysis and on a survey administered to about 4000 families living in Verona, Italy. The survey was submitted to preschool aged children through their parents and school, and to elementary school children through a class game. About 16 second and third grade classes of 9 school districts in Verona were involved, with the collaboration of paediatricians. The game was appreciated and should have a greater diffusion.

3 milioni di italiani subiscono annualmente un incidente domestico, mentre circa 4500 sono i casi di decesso. Specialmente in età prescolare, i bambini si trovano tra i gruppi di popolazione maggiormente colpiti: almeno 68.000 eventi, infatti, coinvolgono un bambino. Il fenomeno, però, viene spesso sottovalutato: sembra mancare un’adeguata formazione e non sembra ancora nata una vera e propria “cultura alla sicurezza”. Sulla base di un’attenta analisi, rivolta a indagini nazionali e locali, e di un questionario somministrato a 4000 famiglie veronesi, hanno preso corpo alcune iniziative; esse sono state proposte sia a bambini di età compresa tra 1 e 5 anni, attraverso la mediazione dei genitori e della scuola dell’infanzia, sia a bambini della scuola primaria; in quest’ultimo caso, ciò si è realizzato attraverso un gioco che ha finora coinvolto 16 classi seconde e terze di 9 complessi scolastici dislocati sul territorio veronese, e che sembra meritare ulteriore diffusione, anche grazie alla preziosa collaborazione dei pediatri.

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