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Quaderni acp - 2007; 14(2): 67-69
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Quaderni acp 2007_14(2)


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Quaderni acp
ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

Nascere in Campania nel 2004: settimo rapporto

UOC di Pediatria, AORN “A. Cardarelli”, Napoli

Birth in Campania in 2004: 7th report
There are still some difficulties for births in Campania: a high percentage of Cesarean births, a high number of private but provisioned structures (where there is a higher percentage of Cesarean births), a higher percentage of births from under age women in respect to other Italian Regions (Lazio, Emilia-Romagna), a too many ultrasonography exams in contrast with a very low number of these exams in low income women. There are still a low percentage of prenatal invasive exams in respect to the Northern Italian Regions, an increment of birth mortality rate and a reduction of low birth weight infants, of perinatal and infant mortality rates, and of maternal mortality rates during the gestational period and at birth. These improvements are mainly due to the favourable changes of social conditions in the female population. Big problems in organization and management are responsible of inadequate health care if compared to national data. As in other Southern Regions health care costs, at the moment without control, should be contained.

Il percorso nascita, in Campania, presenta ancora alcune difficoltà: un numero troppo elevato di tagli cesarei, un numero elevato di strutture convenzionate (che hanno una percentuale più alta di tagli cesarei rispetto a quelle pubbliche), una percentuale di nascite da minorenni leggermente più alta rispetto a quella di altre Regioni (Lazio, Emilia-Romagna), un numero troppo elevato di ecografie e d’altra parte una quota non piccola di madri in stato di disagio sociale che non ne effettuano neppure una, un numero ancora basso di indagini prenatali invasive rispetto alle Regioni del Nord, un incremento del tasso di nati-mortalità e una diminuzione dei nati di basso peso, della mortalità perinatale e infantile, della mortalità materna per gravidanza e parto. Miglioramenti, questi ultimi, dovuti, in larga parte, al cambiamento favorevole delle condizioni sociali della popolazione femminile. Esistono evidentemente problemi organizzativi e di gestione che andrebbero affrontati e risolti per offrire un’assistenza adeguata alle medie nazionali al bambino e alla sua mamma e per contenere la spesa sanitaria ormai fuori controllo come in altre Regioni del Sud.

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