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17 Set 2007
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Sicko di M. Moore arriva sul New England Journal of Medicine

Il nuovo film-documentario di Michael Moore pare non abbia avuto in USA, finora, grande successo. La stampa medica però se ne è occupata. Ha cominciato il New England Journal of Medicine del 23 agosto (pg.733) che racconta alcuni degli episodi del film: il caso di Mychelle, non curata e deceduta in un ospedale perché assicurata con una compagnia che gestiva un altro ospedale. Una donna gravemente ferita in un incidente e non curata per non avere avuto l’autorizzazione prima dell’incidente! Un non assicurato che aveva dovuto decidere quale delle due dita della mano farsi riattaccare dato che solo una poteva essere operata. Il NEJM si chiede perché mai un paese così ricco, un governo “di, da e per” il popolo possa lasciare i suoi cittadini nel dolore e nella sconfitta. Moore non dà risposte – dice il NEJM – ma forse non le doveva dare; e comunque una delle risposte sta nel fatto che tutti i casi narrati, tranne due, riguardano americani che una assicurazione l’avevano ma non si era accollata i suoi doveri. Nel suo sito poi Moore suggerisce un’assistenza universalistica di tipo canadese/europeo del tutto improbabile in USA e assente dai programmi di B. Osama e J. Edwards cui guardano liberal e progressive americani, dopo il fallimento del piano Clinton degli anni 90. Le risposte delle compagnie a Moore? I dati si riferiscono agli anni 80; oggi le cose vanno molto meglio.
Ma il NEJM lo nega: il caso Mychelle è del 1993 e aggiunge
che è innegabile che la metà degli americani sotto i 65 anni siano impreparati ad affrontare i problemi della salute e che 1 milione di bancarotte individuali per anno siano dovute alla impossibilità di far fronte ai costi di cura anche garantiti dalle assicurazioni. Il film di Moore ha dunque sollevato una discussione nelle riviste di medicina; non sappiamo quanto durerà, ma intanto il NEJM suggerisce agli americani di chiedere ai loro leaders di “fare qualcosa finalmente”.
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