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09 Ott 2007
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L’informatizzazione non incide sulla qualità

L’utilizzo di cartelle cliniche elettroniche (CCE) non incide in maniera significativa sulla qualità dell’assistenza sanitaria secondo uno studio pubblicato dagli Archives of Internal Medicine.
I ricercatori del Brigham and Women’s Hospital, dell’Harvard Medical School e dello Stanford Prevention Research Center, hanno analizzato un database di 1,8 miliardi di visite mediche effettuate tra il 2003 e il 2004 e preso in esame le performance su 17 indicatori di qualità. I risultati dei medici che utilizzavano la CCE sono mediocri. “In sostanza”, dice Randall Stafford, leader del team di ricercatori, “abbiamo trovato differenze trascurabili se non inesistenti tra la qualità dell’assistenza sanitaria erogata in studi medici che utilizzano CCE e quella erogata da studi medici che lavorano secondo metodi tradizionali”. Solo per due indicatori di qualità, la CCE ha garantito performance significativamente migliori: il non utilizzo di benzodiazepine nei pazienti con depressione (91 vs 84 per cento; p = 0,01) e la non prescrizione di esami delle urine durante le visite di routine (94 vs 91 per cento; p = 0,003). Per un indicatore di qualità, la CCE ha garantito performance significativamente peggiori: la prescrizione di statine a pazienti con ipercolesterolemia (33 vs 47 per cento; p = 0,01) (Arch Intern Med 2007;167:1400-5).
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