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Quaderni acp - 2008; 15(3): 112-114
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Quaderni acp 2008_15(3)


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ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

Il degrado ambientale: ci sono compiti per i medici pratici?

Relazione al Convegno Regionale dell’ACP Campania. Napoli, 25-26 gennaio 2008

Settore Educazione sanitaria e ambientale, ASL Napoli 1

Environment decay: are there specific mansions for general practitioners?

Environment decay has negative effects on health and induces a poor quality of life. In some cases (air or acustic pollution) the link between health and environment has been shown. In other cases there are still doubts. Risk perception often doesn’t correspond to its real entity. Information are not supported by scientific evidences and frequently they are aimed to induce allarm or to reassure people. Nevertheless environmental problems induce undoubtful worries. If all this doesn’t take shape into useful actions aimed at reducing risk and menace, people may be induced to remove the problem. In other cases the provoked state of anxiety may get people to require from doctors medical prescriptions or laboratory analysis. The possible role of general practitioners and family paediatricians is described in this article.

Il degrado ambientale, oltre a determinare una scadente qualità della vita, ha effetti negativi sulla salute. In alcuni casi (inquinamento atmosferico, inquinamento acustico) il nesso tra degrado ambientale e salute è ben dimostrato. In altri il nesso non è dimostrato in maniera incontrovertibile o è dubbio. La percezione del rischio che molte persone hanno non corrisponde alla sua reale entità, anche perché le informazioni ricevute spesso non sono suffragate da evidenze scientifiche e frequentemente hanno lo scopo di allarmare oppure di tranquillizzare. I problemi ambientali comunque destano indubbia preoccupazione. Questa, se non trova la possibilità di concretizzarsi in azioni che le persone reputano utili ad allontanare la minaccia, può spingere a rimuovere il problema oppure a mettere in campo strategie di controllo dell’ansia come, per esempio, chiedere al medico accertamenti clinici e farmaci o anche sollecitare implicitamente discorsi che lo tranquillizzino. L’articolo offre un contributo sul ruolo del medico pratico e del pediatra in questo contesto.

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