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03 Giu 2008
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Il morbillo in Italia: non è un’emergenza ma un problema cronico

Vaccinare tutti, bambini, adolescenti e adulti, e rafforzare i servizi
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30 maggio 2008. I focolai di morbillo in Piemonte sono espressione di un problema cronico nazionale che dovrebbe rientrare tra le priorità delle politiche sanitarie. L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) interviene sul caso piemontese, rilevando le criticità del piano vaccinale contro il morbillo nel nostro Paese e proponendo un piano d’azione. “Il morbillo in Italia non è un’emergenza, come giustamente ha sottolineato la Società Italiana di Pediatria. È un problema cronico: bisogna intervenire per garantire un’adeguata copertura vaccinale non solo tra i bambini ma anche in età successive. È prioritario garantire una copertura vaccinale adeguata almeno fino ai 16 anni, come espresso da Stefania Salmaso, dirigente del Centro Nazionale di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità”.

“Vi è un miglioramento della sorveglianza della malattia e delle gestione delle epidemie, entrambe validamente sostenute dall’Istituto Superiore di Sanità”, spiega Luisella Grandori, responsabile vaccinazioni dell’ACP. “Dobbiamo però constatare che il morbillo è ancora presente nel nostro Paese con le sue conseguenze attese di ricoveri, esiti permanenti e morti che sarebbero evitabili con un coordinamento centrale delle politiche vaccinali”.

Il morbillo in Italia
Tra il 2007 e il primo trimestre del 2008 sono stati segnalati 635 casi di morbillo in Piemonte, 130 in Lombardia, 48 in Emilia-Romagna, 40 in Toscana, 34 in Puglia. La scadenza per l’eliminazione del morbillo prevista dal Piano nazionale per il 2010 si avvicina, ma il traguardo sembra ancora lontano. Entro il 2010 la copertura vaccinale di antimorbillosa (con una dose a 24 mesi e due dosi a 5 anni) dovrebbe essere del 95 per cento. Dati ufficiali rilevano che in Italia le coperture vaccinali contro il morbillo a 24 mesi di età è stata del 86 per cento nel 2005, dell’87% nel 2006 e dell’88% nel 2007. In 7 regioni si è registrato addirittura un lieve calo. E non conosciamo le coperture a 5 anni per la seconda dose, indispensabile per proteggere dalla malattia il singolo e la comunità.
Le basse coperture o a una sola dose, possono determinare un pericoloso serbatoio di persone a rischio di contagio e in grado di provocare epidemie. L’aumento della mobilità facilita la trasmissione del morbillo di Paese in Paese.

Le criticità
La comparsa di focolai di morbillo e l’andamento delle coperture vaccinali contro questa malattia in Italia e nella Regione Europa OMS confermano che:
1. il morbillo è un problema europeo e anche in Italia; non si tratta di un’emergenza ma di un problema cronico al quale contribuiscono problemi gestionali, la scarsa attenzione a vaccinare gli operatori sanitari e fenomeni sociali (mobilità) e culturali (il rifiuto delle vaccinazioni e in particolare dell’antimorbillosa).
2. sono ancora presenti lacune organizzative: la macchina per la sorveglianza e controllo della prevenzione con le vaccinazioni è fragile in particolare nel Sud del Paese.
3. manca un coordinamento centrale che si traduce con forti disuguaglianze lungo lo stivale.

Le proposte dell’ACP
In linea con il programma “8 passi di prevenzione” di cui l’ACP è stata la promotrice, l’Associazione di pediatri chiede una riflessione sul problema del morbillo in Italia.

• Il morbillo deve essere considerato una priorità nelle politiche vaccinali nazionali e regionali, rispettando le fasi d’azione e i tempi indicati dal Piano nazionale.
• Deve essere garantita una adeguata copertura vaccinale anche tra gli adolescenti.
• Istituzioni, operatori sanitari e cittadini devono lavorare congiuntamente per rafforzare il sistema organizzativo – senza disuguaglianze.
• È prioritario monitorare strettamente l’andamento della copertura vaccinale (non solo a 24 mesi ma anche a 5 anni con la seconda dose) a livello nazionale, regionale e anche dei singoli distretti.
• Investire in azioni di promozione della vaccinazione per il morbillo e in primo luogo programmi di formazione dei pediatri che per primi devono informare i genitori sull’importanza della vaccinazione
• Analizzare i motivi di eventuali timori nei confronti della vaccinazione, al fine di superare resistenze
culturali che rappresentano una sfida non facile.

“I vaccini sono strumenti potenti che agiscono sulla salute di tutta la popolazione: strategie sbagliate o incaute, carenze nel coordinamento e nel controllo dei risultati, possono annullare l’effetto di interventi tanto impegnativi”, sottolinea la Grandori portavoce dell’ACP. “È preoccupante che per mancanza di coperture finanziaria sia saltato il nuovo piano vaccinale 2008-2010: evidentemente si è scelto di introdurre nuovi vaccini di costi elevati e di efficacia incerta, dimenticando la situazione italiana senza tener conto delle reali priorità”.

Per informazioni
Luisella Grandori, Responsabile vaccinazioni ACP (Modena) – 347.4274275
Laura Tonon, Addetto stampa – 349.2806565 ufficiostampa_acp@tiscali.it

Materiali di approfondimento
1. Luisella Grandori. E il morbillo come va? Quaderni ACP (in corso di pubblicazione)
2. Coperture vaccinali. Il Ministero della Salute
3. Il documento “8 passi di prevenzione” elaborato dall’ACP che descrive le questioni irrisolte nella gestione e nell’attuazione della prevenzione con le vaccinazioni in Italia. [PDF ]

L’Associazione Culturale Pediatri (ACP: www.acp.it) è un’associazione libera che raccoglie 2500 pediatri italiani in 38 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica ed alla promozione della salute del bambino.

Quattro le priorità dell’Associazione nel percorso intrapreso per la tutela dei bambini e dei genitori: 1. le disuguaglianze nella salute dei bambini e degli adolescenti dipendenti da condizioni territoriali economiche e culturali; 2. la salute mentale dei bambini e negli adolescenti; 3. rapporto ambiente e salute nei bambini; 4. l’aiuto alle famiglie perché cresca la capacità di essere genitori.

La mission principale dell’ACP riguarda la formazione e l’aggiornamento dei pediatri. L’Associazione è inoltre impegnata in attività di ricerca nell’ambito delle cure primarie e del settore ospedaliero e in aree ancora poco esplorate del mondo dell’infanzia (le humanities). L’ACP collabora con il Centro Nazionale di Documentazione sull’Infanzia e l’Adolescenza della Presidenza del Consiglio e ha contribuito alla formulazione del Piano Sanitario Nazionale ed alla Commissione Nazionale sull’Abuso e il Maltrattamento.

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