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21 Mar 2009
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Com’è la scuola vista da un “somaro”?

Daniel Pennac
Diario di scuola
“I narratori” Feltrinelli, febbraio 2008
pp. 241, euro 16

Un Pennac diverso da quello che siamo abituati a leggere ma altrettanto efficace. In questo romanzo, che è quasi un saggio, affronta il tema della scuola dal punto di vista dei “somari”, di coloro che vanno male a scuola. Un libro per insegnanti, genitori e… pediatri.
Un libro che affronta il grande tema della scuola, e più ancora dell’insuccesso scolastico, dal punto di vista degli alunni, o meglio sarebbe dire dei “somari”. Pennac lo scrive e lo vive in maniera empatica, da ex somaro (ebbene sì, c’è una luce di speranza, anche i somari possono diventare grandi scrittori!) e insegnante di lungo corso. In questo libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, analizza il ruolo della televisione e di tutti i media contemporanei, delle devastazioni indotte dal giovanilismo. In Diario di scuola gli insegnanti sono imputati (direi pesantemente imputati) ma anche riabilitati e nobilitati (“in fondo, chi mi ha salvato dalla scuola se non tre o quattro insegnanti?”). Naturalmente si parla anche dei genitori e del ruolo della famiglia e delle molte disfunzioni del sistema scolastico (sembra che i mali siano sempre gli stessi, in Francia come da noi…), insomma temi attualissimi e a noi, pediatri e genitori, molto contigui. Il punto di vista dello studente affetto dal “mal di scuola” e appunto un po’ somaro, ma anche quello dell’insegnante che non si arrende alla sconfitta di fronte a questi giovani virgulti poco promettenti e avari di soddisfazioni, danno a Diario di scuola una connotazione molto originale e affrontano la materia probabilmente nel modo giusto.
Una lettura interessante, da un insolito e originale punto di vista. Più che consigliabile.
Fabrizio Fusco
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C' é 1 commento:

  1. Raffaele D’Errico - 14 Mag 2009 8:06 AM

    «Mazze e panelle fanno ‘e figli belle…» Ma è sempre vero?
    Con questo detto tutto napoletano ho introdotto il mio commento a questo libro di Pennac, a cui ho dedicato la mia “Lettera aperta” dello scorso luglio…

    “Com’è possibile che quasi la metà dei nostri ragazzi ha problemi così seri nello studio? Perché tutto questo? Asini per professione o asini-nati? La mia convinzione è che una buona parte di asini-nati è rappresentata da bambini/ragazzi/adolescenti affetti da disturbi di vario ordine e grado tali da compromettere l’apprendimento e relegarli nel grande mondo degli sfaticati, degli asini-doc. Una cosa è certa: essi soffrono! Soffrono tanto ed io lo vedo. Li osservo. Li scruto. Soffro per loro e per i loro genitori vittime anch’essi e poi giustizieri per dovere”… (continua http://www.pediatric.it/lettere080718.htm)
    Raffaele D’Errico
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