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Quaderni acp - 2009; 16(2): 57-59
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Quaderni acp 2009_16(2)


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ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

Inalazione di corpo estraneo in età pediatrica: esperienza di un team ospedaliero

UOC Pediatria, Dipartimento Materno-infantile; Servizio Endoscopia Bronchiale; UOC Anestesia e Rianimazione pediatrica, AORN “A. Cardarelli”, Napoli

Foreign object inhalation in paediatric age: the experience of an hospital team

Objective A foreign body inhalation is a paediatric emergency. The clinical and radiological presentation can be various. No imaging technique can be really completely diagnostic. Thus bronchoscopy is necessary for diagnostic and therapeutic purposes. A team has been created for this kind of emergency, made of paediatricians, radiologists, pneumologists and anesthesiology specialists.

Methods 125 patients from 1998 to 2007 with a suspect of foreign body inhalation were evaluated retrospectively. The clinical, radiological and therapeutic approach was evaluated.

Results 67.6% of the 125 patients enrolled were males with mean age of 34.9 months. The most representative age was 19-24 months. 32% had a normal chest X-ray; 22% had a chest x-ray with pneumonia; 20% with obstructive emphysema; 8% atelectasis, 5% pneumomediastinum. 5% of patients showed associated diagnosis. In the 8% the foreign body was opaque at the X-ray. 67% of foreign bodies were food (nuts, small candies, small pasta), 22% plastic objects, 5% metallic objects, 6% various objects. 130 bronchoscopies were done: 60 with flexible bronchoscopy, 50 with a rigid one. 120 bronchoscopies in general sedation and 10 with local sedation in children aged more than 10 years old.

Conclusions Bronchoscopy is the only exam necessary for diagnostic purposes if there is a clinical suspect of foreign body inhalation. Children with the suspect of a foreign body inhalation can be better evaluated by a specialists team.

Obiettivi L’inalazione di un corpo estraneo (CE) rappresenta una grave emergenza pediatrica. Il quadro clinico e radiologico con cui si presenta può essere multiforme. Nel caso di un sospetto clinico nessuna tecnica di imaging è totalmente diagnostica. È quindi necessario ricorrere alla broncoscopia per la diagnosi ed eventualmente per la terapia. Per affrontare una tale emergenza è stato istituito un team composto da pediatri, radiologi, pneumologi interventisti e anestesisti, del quale viene valutata l’attività.

Metodi Sono stati valutati retrospettivamente 125 pazienti giunti alla osservazione del team dal 1998 al 2007 con sintomi suggestivi per inalazione di CE. Sono stati valutati i metodi clinici, radiologi e gli interventi adottati.

Risultati Dei 125 pazienti coinvolti nello studio il 67,6% era di sesso maschile con un’età media di 34,9 mesi. La fascia di età 19-24  mesi è quella maggiormente rappresentata. I quadri radiologici riscontrati sono stati i seguenti: radiografia del torace normale nel 32%, con quadro di polmonite nel 22%, di enfisema ostruttivo nel 20%, di atelettasia nell’8%, di pneumomediastino nel 5%. Reperti associati sono stati osservati nel 5%. Il corpo estraneo era radiopaco nell’8%. Sono stati estratti CE di tipo alimentare (67%) (arachidi, confetti, pastina), CE in plastica (22%), CE metallici 5% e CE vari (6%). Sono state praticate 130 broncoscopie: 60 con broncoscopio flessibile, 50 con broncoscopio rigido e flessibile e 20 con broncoscopio rigido. 120 endoscopie in anestesia generale e 10 in anestesia locale in bambini di età superiore a 10 anni.

Conclusioni Nel caso di un sospetto clinico di inalazione di CE l’unico esame che può dirimere ogni dubbio è la broncoscopia, e l’applicazione di un percorso diagnosticoterapeutico che coinvolge più figure professionali consente di trattare in maniera adeguata i bambini con sospetta inalazione di CE.

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