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Quaderni acp - 2009; 16(1): 20-21
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Quaderni acp 2009_16(1)


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ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

L’STP (Straniero Temporaneamente Presente), questo sconosciuto

Field Coordinator Medici Senza Frontiere, Missione Italia, sezione Calabria

STP (Foreigner Temporary Present), the unknown code

The Italian migration law guarantees healthcare for legal and illegal immigrants. Illegal immigrants in need of emergency care can access the Italian National Health System through the STP code (STP, Straniero Temporaneamente Presente, i.e., Fo – reigner Temporary Present on the Italian territory), without any risk of being charged by police. However, mainly due to lack of information or concern toward immigrants’ problems, the law is currently either unapplied or applied in a partial/incorrect way. Actually, we should bear in mind that until ’60ies, Italians used to migrate abroad looking for better life conditions and it often happened that they had to face problems that are comparable to those of our illegal migrant patients. From this perspective, to welcome a migrant person should be easy as much as to welcome an old uncle that has been travelling for a long time…

La legge sull’immigrazione italiana garantisce il diritto alle cure sia per gli stranieri regolarmente presenti che per gli irregolari. Gli stranieri che si trovano in Italia senza permesso di soggiorno e necessitano di cure mediche urgenti e necessarie possono infatti accedere al Sistema Sanitario Nazionale tramite l’emissione di un tesserino, chiamato codice STP (Straniero Temporaneamente Presente), che permette allo straniero di rivolgersi alle strutture sanitarie senza alcun timore di essere denunciato alle autorità. Nonostante questo, numerosi problemi sorgono sul piano attuativo e dell’effettiva tutela dei diritti formalmente riconosciuti: la legge non viene applicata o viene applicata in modo scorretto o frammentario. È importante poi ricordare, in questi anni di immigrazione, chi eravamo sino a ieri. Era soltanto ieri (anni ’60) quando noi italiani eravamo costretti a migrare all’estero per cercare migliori condizioni di vita, affrontando le stesse difficoltà in cui si trovano oggi i nostri pazienti non regolari. In questo senso accogliere un immigrato dovrebbe essere un po’ come accogliere un vecchio zio che ha molto viaggiato…

 

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