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14 Ago 2009
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Esseri umani, creature musicali

Oliver Sachs
Musicofilia
Adelphi, 2008
pp. 434, euro 23
“Una cultura superiore,” scriveva Nietzsche nel 1877, “deve dare all’uomo un doppio cervello, qualcosa come due camere cerebrali, una per sentirci la scienza, un’altra per sentirci la non scienza…”. Ed è proprio la scienza a confermarci sempre di più l’esistenza del “doppio cervello” intuito dal grande “musico-filosofo” tedesco: da un lato un emisfero cerebrale tendenzialmente analitico-linguistico, dall’altro un emisfero, per così dire, emozional-musicale. Ce ne parla Oliver Sachs nel suo decimo e ultimo libro, Musicophilia, Tales of Music and the Brain (2007), finalmente uscito in traduzione italiana (edizione Adelphi).
“Noi esseri umani, come specie”, ci conferma Sachs, “siamo creature musicali non meno che linguistiche. […] Una tale inclinazione appare già nell’infanzia, è palese e fondamentale in tutte le culture e probabilmente risale agli albori della nostra specie. Questa ‘musicofilia’ è un dato di fatto della natura umana”. Sachs non è soltanto uno dei più famosi neurologi contemporanei ma è anche psicologo, filosofo, letterato e musicista. Con la profonda leggerezza che caratterizza il suo stile, ci trasporta dunque negli oscuri meandri della mente musicale, aiutandoci a fare il quadro della ricerca attuale e ad avere una maggior consapevolezza del ruolo cruciale dell’educazione musicale, così trasandata sia nell’America di cui parla Sachs sia nell’Italia che tutti conosciamo. Ma le implicazioni più folgoranti riguardano il ruolo della musica nel trattamento di numerose patologie psichiche e psico-fisiche.
Marco Rapetti
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