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14 Ago 2009
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OMS e crisi economica

Marc Danzon, direttore dell’OMS Europa, ha sottolineato le inevitabili conseguenze che la crisi economica potrebbe avere sulla salute. L’OMS ha istituito una task-force per seguire l’andamento della crisi e i suoi riflessi sulla salute. È abbastanza noto che la crisi economica, investendo la struttura sociale, può determinare un aumento della disoccupazione e che la disoccupazione è strettamente legata a un peggioramento della salute della popolazione. Si può facilmente prevedere che, a causa della crescente povertà e della disoccupazione, aumenteranno i problemi di salute mentale e diminuirà la possibilità della partecipazione delle famiglie alla spesa privata, che in Italia è pari a 24.000 milioni di euro. Coloro che non potranno più far fronte con i loro mezzi alla spesa privata, rivolgeranno le loro richieste ai servizi finanziati dallo Stato e diventeranno concorrenti di coloro che si sono sempre serviti solo dei servizi pubblici; concorrenti
“pericolosi” in quanto più capaci di utilizzare i servizi, perché più dotati di “health literacy”. La diffusione dei generici potrebbe essere uno strumento per ridurre la spesa sanitaria sia pubblica che privata come è successo in Thailandia nella crisi del 1997-98. Altri esempi, sempre per la crisi di quegli anni, vengono dal Messico e dalla Corea del Sud dove, in presenza di un aumento della disoccupazione, i Governi non ridussero la spesa sanitaria ma vararono un programma di incentivi di controlli sanitari e di vaccinazioni destinati alle famiglie povere. L’OMS conclude che “senza interventi immediati di giustizia sociale la crisi potrebbe avere effetti dirompenti e imprevedibili”. Un meeting OMS (Ginevra, 19 gennaio 2009) ha sottolineato che è un errore tagliare le spese per i sistemi sanitari in relazione alla crisi economica. Gli investimenti in salute sono centrali per migliorare sia gli outcome di salute che le performance economiche dei Paesi che sono strettamente legati alla salute (Lancet 2009;373:272).
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