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14 Ago 2009
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Rapporto ISPRA sui pesticidi nelle acque italiane

Nelle acque italiane sono stati rinvenuti 131 pesticidi diversi. Lo ha reso noto l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che ha pubblicato i dati sul monitoraggio nazionale del 2006 dei residui di prodotti fitosanitari nelle acque. I dati mostrano “una contaminazione diffusa nelle acque superficiali dove è stata riscontrata nel 57,3% dei 1123 punti di monitoraggio, nel 36,6% dei casi con concentrazioni superiori ai limiti previsti dalla legge per le acque potabili”. Nelle acque sotterranee, invece, “è risultato contaminato a diverso grado il 31,5% dei 2280 punti totali di rilevamento, con il superamento dei limiti di potabilità nel 10,3% dei casi”. I dati 2006 “confermano e rendono più evidente uno stato di contaminazione già rilevato negli anni precedenti; per alcune delle sostanze la contaminazione è molto diffusa e interessa sia le acque superficiali, sia quelle sotterranee di diverse regioni e prefigura la necessità di interventi di mitigazione dell’impatto”. Si ritrovano nelle acque “tutte le tipologie di sostanze, ma gli erbicidi sono quel le più comunemente rinvenute”, fatto spiegabile “sia con la loro modalità
di utilizzo, che può avvenire direttamente al suolo, sia con il periodo dei trattamenti, in genere concomitante con le precipitazioni meteoriche più intense, le quali, attraverso il ruscellamento e l’infiltrazione, ne determinano un trasporto più rapido nei corpi idrici superficiali e sotterranei”.
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