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30 Nov 2009
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Il tempo necessario per diventare un uomo

Erri De Luca
Il giorno prima della felicità
I Narratori/Feltrinelli, 2009
pp. 133, euro 13
La storia è ambientata a Napoli, una Napoli bellissima, vera, vitale, sensuale, descritta all’inizio del ’43 all’arrivo degli Americani e poi nel momento esaltante delle ribellioni di piazza della popolazione ai Tedeschi e della liberazione della città; in seguito, nei tempi assai più difficili del dopoguerra, della miseria, della fame e della ricostruzione, una Napoli proletaria, popolana e “caldissima”. Leggendo le belle pagine di Erri De Luca, viene voglia di partire e andare a ripercorrere le piazze e i vicoli e i mercati e i monumenti che descrive. La storia è quella di un adolescente orfano, “o’ guagliò”, come lo chiama Don Gaetano, se condo personaggio della vicenda, uomo saggio, paterno e ricco di risorse umane, portinaio di un palazzone popolare, che si
cresce il ragazzino nella sua guardiola, fra il via vai dei condomini e di mille altri personaggi che arricchiscono la storia.
Bellissimi i tanti dialoghi fitti fra il portinaio e il guaglione sui grandi temi della vita e su quelli di tutti i giorni e le emozioni che si raccontano, tra una partita a carte e l’altra: la scoperta casuale di una stanza segreta sotterranea dove un profugo ebreo durante la guerra aveva trovato rifugio, la Napoli della guerra e del dopoguerra, l’amore sfortunato e infelice che sboccia, con i suoi turbamenti, le liti tra adolescenti, i coltelli, il sangue… Il giorno prima della felicità esprime un’attesa, che tutti abbiamo provato, che è quasi migliore della felicità stessa.
Il libro contiene, inoltre, tutte le ossessioni di De Luca, controverso ma affascinante scrittore e filosofo, dalla solitudine dell’adolescenza all’amore infelice, alla Napoli popolana e povera, ma la novità è che questa volta ci sono molta ironia e qualche sorriso: si ritrova il teatro di Scarpetta, ma anche tanto Eduardo e Totò. In una intervista De Luca spiega questa novità: “Perché la risata aiutava a tollerare l’intensità della tragedia…”. Sicuramente da leggere, anche perché “ti prende subito” e si finisce in un batter d’occhio.
Fabrizio Fusco
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