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30 Nov 2009
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Il Welfare secondo Sacconi

La bussola per la Sanità del domani consisterà (secondo il libro bianco del Ministro del Welfare) nei seguenti principi:
– nella sostenibilità e responsabilità, cioè nell’adattare i servizi alle disponibilità delle risorse che lo Stato metterà a disposizione. Si potrà andare oltre queste con forme integrative di assistenza sanitaria e socio-sanitaria, e con forme di contrattazione collettiva. La sottolineatura della sostenibilità fa finire l’epoca del SSN che fornisce gratuitamente le prestazioni indipendentemente dal reddito. In pratica per i LEA e altri capitoli (DRG) ci saranno due mi liardi di risparmi nel 2009. Scompare l’amniocentesi gratuita per le over 35; rimane gratuita per il rischio di patologie genetiche specifiche. Vi è una contrazione (definita di appropriatezza) per gli esami di laboratorio.
– Aumentano da 53 a 107 i DRG a rischio di inappropriatezza che dovranno essere convertiti in DH (per l’età pediatrica: esofagite, gastroenterite e miscellanea dell’apparato digerente, difetti congeniti del metabolismo, malattie endocrine non complicate, segni e sintomi urinari, interventi sul testicolo e per ernia, circoncisione, linfomi e leucemie senza complicazioni).
– Sarà trasferita parte delle cure ospedaliere (gli ospedali dovrebbero diventare sempre più “hightech”) sul territorio, con una riduzione di posti letto e con un incremento delle forme associative fra i medici di base che dovrebbero avere un incremento delle dotazioni elettroniche con l’acquisizione di un fascicolo del paziente che non dia solo informazioni di tipo sanitario, ma anche dei percorsi educativi e lavorativi.
– Sarà misurato il “costo delle inefficienze”, con l’introduzione dei costi standard e con un limite di cure, determinate secondo le regole dell’EBM, che sarà a carico delle regioni.
La visione del Ministro è di una salute intesa come “benessere fisico e psichico”, nel senso che la cura della malattia deve essere preceduta dallo sviluppo delle capacità personali tenendo conto delle diversità di ciascuno e della responsabilità verso se stessi con interventi di retti alla persona, alla famiglia, alle reti sociali, a una alleanza fra capitale e lavoro per creare una maggiore giustizia sociale. Mentre i primi punti sembrano in realtà non portare al dibattito nulla di nuovo, l’ultima parte (quella sul benessere) risulta molto filosofica e poco definita sul come sarà trasportata nella pratica.
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