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06 Apr 2010
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7 aprile 2010: Giornata Mondiale della Salute

7 aprile 2010

Giornata Mondiale della Salute
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Il sette aprile, giornata scelta dall’OMS come Giornata Mondiale della Salute, quest’anno sarà focalizzata sul rapporto tra urbanizzazione e salute.
“1000 città – 1000 vite”, questo lo slogan scelto per promuovere questa giornata in cui saranno organizzati in tutto il mondo eventi che mirano a sensibilizzare i cittadini e gli amministratori affinché le città siano rese più vivibili e più salubri per i loro abitanti.
1000 città che si impegneranno ad aprire spazi pubblici per migliorare la salute, con attività nei parchi, incontri in municipio, campagne di pulizia, chiusure di strade ai veicoli a motore.
1000 vite umane, 1000 persone che hanno preso provvedimenti con un impatto significativo sulla salute nelle loro città. http://1000cities.who.int/
Il bisogno di restituire le città ai loro abitanti, è un’esigenza sentita nell’ACP che già nel 2007 ha approvato e sostenuto il Progetto “La città dei Bambini” condividendone lo scopo: “Operare per una nuova filosofia di governo della città assumendo i bambini come parametri e come garanti delle necessità di tutti i cittadini”(1)
E’ sempre in quest’ottica che l’Associazione sente il dovere di celebrare questa giornata dell’OMS ricordando a tutti i soci l’importanza che la figura di un medico di riferimento può avere nel proporre e sostenere tra le famiglie dei propri pazienti azioni e stili di vita salubri.
Compito dell’ACP sarà sollecitare le Amministrazioni Comunali e le Istituzioni in genere a mettere in atto tutte quelle misure necessarie a rendere le città a misura di bambino e quindi più salubri e vivibili per tutti.
Il Pediatra deve svolgere nella sua Comunità, anche in forma associata, azione di Advocacy che si realizza non solo nell’informazione alle famiglie e nella loro consapevolezza ma anche e soprattutto nella tutela dei diritti delle fasce deboli della popolazione in una visione non individualistica ma comunitaria del problema.
L’ACP si impegna a sollecitare azioni di promozione della salute di tipo comunitario con l’obiettivo di influenzare le scelte della politica e di porre l’attenzione alle disuguaglianze che, anche nel caso del rischio ambientale, seguono specifici gradienti sociali.
Le necessità dei bambini in città
Spesso nelle nostre città non sono riconosciute e concesse ai bambini le possibilità di realizzare le proprie necessità:
• Necessità di autonomia, di maggior tempo libero e di maggior tempo per il gioco, e di non stare soli.
• Necessità di una città che favorisca gli spostamenti a piedi ed in bicicletta, e l’uso libero degli spazi pubblici come luoghi di incontro e gioco.
Maggior tempo, autonomia e compagnia per poter effettuare giochi spontanei in compagnia e per poter esplorare in sicurezza l’ambiente cittadino senza un controllo diretto di adulti. Per sperimentare il piacere dell’avventura e dell’amicizia, della condivisione di esperienze, dell’elaborazione di strategie di autogestione e di difesa davanti ad ostacoli e a situazioni di pericolo ed aumentare così l’autostima e la fiducia in se stessi.
La possibilità di spostarsi autonomamente e di utilizzare spazi pubblici come luoghi di incontro e gioco sono indispensabili per consentire queste necessità. Devono essere riscoperti e liberati da ingiuste proibizioni i cortili, gli androni e le scale dei palazzi, resi praticabili gli spazi comuni di quartiere quali i marciapiedi, le piazze, le scalinate, ridotti gli spazi pubblici destinati alle auto.
Le città oggi
Lo sviluppo delle città negli ultimi anni, come conseguenza di una forte spinta all’urbanizzazione e della grande produttività industriale, è stato influenzato da importanti spinte speculative e produttive. La crescita dei territori comunali è stata guidata in gran parte dalla necessità di alloggiare la popolazione e di localizzare gli insediamenti produttivi, avendo come obiettivo prioritario la velocità e la comodità degli spostamenti.
Quindi aumento delle strutture abitative, aumento dei posti di lavoro,costruzione di collegamenti tra questi, parcheggi “comodi” a casa ed al lavoro.
L’obiettivo principale della mobilità urbana è stato quello di favorire il traffico urbano, di fluidificarlo, di velocizzarlo. Le strade e le aree pubbliche sono diventati sempre più luogo esclusivo delle automobili, perdendo la loro funzione di luoghi pubblici. E di conseguenza il pedone è praticamente scomparso e con lui la preoccupazione di tutelare gli spazi pubblici quali i marciapiedi, gli slarghi, le piazze, e le sue esigenze, quale quella di attraversare in sicurezza le strade.
Questo quadro rende ragione degli effetti sulla salute e sullo sviluppo dei bambini conseguenti a: riduzione della possibilità di “vivere” la città, aumento dell’ inquinamento atmosferico, aumento del rumore,
Nelle strade non si vedono più bambini, che dividono il loro tempo fra la scuola, le tante attività pomeridiane (musica, sport, corsi di lingua…) e la televisione. la giornata dei bambini è sempre più programmata, controllata e gestita dagli adulti sulla base dei loro modelli, valori e necessità. Non avere bambini per le strade significa non impegnarsi per rendere le nostre città fruibili per tutti, dai giovani agli anziani ai disabili. La strada diventa lo spazio dove l’automobile deve avere spazio per muoversi nel minor tempo possibile, per parcheggiare spesso anche sul marciapiede, per avere sempre più automobili da ospitare.
La città perde le sue caratteristiche di luogo di incontro e di scambio per i cittadini, perde la responsabilità e la solidarietà sociale. L’aria si contamina, il rumore aumenta, l’estetica si perde. Le persone si chiudono in casa e cresce la paura della criminalità.
Cosa c’è da fare
Per invertire questo trend il territorio deve essere capace di accogliere l’esigenza di autonomia dei bambini, e questo significa da un lato che le strade devono diventare meno pericolose e dall’altro che la comunità sociale si deve fare carico di quello che succede negli spazi pubblici, perché vengano riconosciuti come spazi di tutti.
Quindi sono necessari interventi strutturali che mostrino chiaramente che la città ha scelto i cittadini, e soprattutto i più deboli, rispetto alle macchine: spazi pubblici progettati per venire incontro alle esigenze delle persone con disabilità, bambini o adulti; marciapiedi larghi e liberi, senza interruzioni né per gli accessi carrabili né per gli attraversamenti e che non modifichino mai il proprio livello; strade che per la loro forma, la loro ampiezza o la loro pavimentazione non permettono velocità pericolose per i pedoni. Queste devono essere delle regole per la realizzazione di tutte le strade e gli spazi dei quartieri e delle città. Perché i bambini possano uscire da soli di casa, debbono disporre di luoghi stimolanti dove andare. Dovranno essere luoghi veri, belli, interessanti, e quindi vissuti e frequentati.
Dovranno essere luoghi nei quali non ci sia traffico veicolare, in modo che i bambini siano sicuri e protetti dall’inquinamento atmosferico.
E’ infatti da tempo dimostrato come l’inquinamento atmosferico produce effetti avversi sulla salute dei bambini e sullo sviluppo del polmone, e come i veicoli in molte città costituiscono la maggior sorgente di emissione di inquinanti atmosferici. Già nel 2004 l’OMS Europeo ha riconosciuto come prioritaria la necessità di ridurre gli effetti avversi dell’inquinamento atmosferico, formulando specifiche raccomandazioni per i governi con l’obiettivo di permettere ai bambini di respirare aria pulita.
Un compito importante perché queste raccomandazioni divengano realtà spetta ovviamente anche ai medici, ed agli insegnanti, che devono adoperarsi per diffondere queste informazioni ai bambini ed alle loro famiglie e per promuovere a livello amministrativo la creazione di spazi liberi dal traffico. (2)
Le raccomandazioni dell’ ACP.
Da tempo una delle priorità dell’ACP è proprio la tutela della salute dei bambini dagli ambienti inquinati. Priorità che ha recentemente portato alla stampa di un libro dal titolo “Inquinamento e salute dei bambini, cosa c’è da sapere, cosa c’è da fare” (3)
Da qui vogliamo partire per proporre delle azioni concrete a tutti i pediatri, che hanno l’opportunità di informare ed educare i genitori e i loro figli al rispetto dell’ambiente e alla sua salvaguardia, aumentandone la consapevolezza sugli stretti rapporti tra ambiente e salute e facendo promozione della salute. Famiglie e bambini informati e più consapevoli potranno poi fare pressione insieme ai
pediatri su istituzioni e comunità perché siano più efficaci nella cura dell’ambiente.
Compito di tutti i pediatri, particolarmente in occasione di questa Giornata Mondiale della Salute, potrà essere quindi quello di trasmettere ai genitori questi semplici consigli:
• Usa di più la bicicletta e i mezzi pubblici, usa meno l’automobile.
• Cammina di più con il tuo bambino, scegliendo orari e percorsi con minor traffico. Fai in modo che abbia la possibilità di giocare in libertà all’aperto nei giardini, nei parchi e negli spazi comuni di quartiere e condominiali, riducendo le ore trascorse davanti alla TV e al computer.
• Adoperati perché tuo figlio possa andare a scuola in modo autonomo: contribuisci ad attivare un Pedibus, chiedi la creazione di piste ciclabili e percorsi chiusi al traffico in vicinanza delle scuole.
• Collabora con gli enti preposti perché il piano del traffico tenga conto delle esigenze dei bambini.
• Se devi acquistare un’auto, sceglila fra quelle che più rispettano l’ambiente.
• Tieni conto che chi usa l’auto inala parte delle proprie emissioni.
• Non sostare con il motore acceso e utilizza dove possibile parcheggi sotterranei.
• Se possibile scegli la scuola di tuo figlio dove non c’è traffico intenso o molte fabbriche.
Sarà un piccolo ma importante impegno per rendere le città più salubri, ed i bambini più sani e felici.
Paolo Siani
Presidente Nazionale ACP
Giacomo Toffol
Responsabile gruppo di lavoro sull’ Ambiente
(1) Documento di collaborazione tra l’Associazione Culturale Pediatri (ACP) e il Progetto “La Città dei Bambini” dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
(2) European strategy for child and adolescent health and development.
Disponibile all’indirizzo: www.euro.who.int/document/E87710.pdf
(3) “Inquinamento e salute dei bambini, cosa c’è da sapere, cosa c’è da fare” Il Pensiero Scientifico Editore 2010, Roma
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