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07 Giu 2010
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A/H1N1

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali,

Per sapere – premesso che:

 in occasione di un’audizione pubblicata tenutasi al Consiglio europeo a Strasburgo lo scorso 26 gennaio 2010 “sul tema “The handling of the H1N1 pandemic: more transparency needed , l’epidemiologo Wolfgang Wodarg, ha ricordato come la definizione di pandemia dell’OMS sia stata in palese contrasto con quella  che prevede la presenza di un  virus che non abbia mai circolato nella popolazione umana o che comunque abbia circolato tanto lontano nel tempo da non avere lasciato immunità residua e che provochi tassi di mortalità che eccedono quelli dell’influenza stagionale,
 Wodarg ha sottolineato il fatto che  non si è tenuto  conto della precedente esperienza della stessa OMS circa l’allarme aviaria del 2005/2006  che si risolse in un nulla di fatto e ha chiesto il motivo  della non pubblicazione dei contratti fra governi e industria per assicurarsi i vaccini antipandemici,
 l’epidemiologo ha inoltre lamentato che non si sia tenuto conto del concetto di  precauzione usando adiuvanti per i quali mancano studi adeguati sulla sicurezza a medio e lungo termine. Precauzione esercitata invece negli USA,
 durante l’udienza, il professor  Ulrich Keil, della Università di Monaco e Direttore del  “Centro collaborativo OMS  per la Epidemiologia”, ha fatto notare come in realtà neppure il criterio, più volte richiamato nella dichiarazione di pandemia, del “nuovo” virus” può essere considerato valido in quanto l’H1N1 non è nuovo, ma è conosciuto da decenni, tanto che in una precedente campagna vaccinale condotta nel 1976 contro un analogo virus di origine suina furono notati effetti secondari come la sindrome di Guillan Barre, che fecero sospendere la vaccinazione,
 la gestione dell’influenza A/H1N1 “pandemica” durante l’inverno 2009-2010 ha sollevato molte domande su come sono state costruite le raccomandazioni e quale ruolo hanno avuto gli esperti nel contesto di una “crisi” sanitaria a livello sia internazionale che Europeo e nazionale,
 in termini di salute pubblica, la fiducia dei cittadini nelle loro istituzioni è stata gravemente intaccata poiché in molti paesi le autorità sanitarie hanno incontrato difficoltà a organizzare l’assistenza sanitaria durante la crisi,
 in termini economici, miliardi di euro sono stati spesi per acquistare enormi quantità di vaccini e coprire i costi per gli antivirali,
 l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta cominciando a rendersi conto dei difetti del suo sistema di risposta globale per l’influenza A/H1N1 pandemica,
 il Consiglio d’Europa sta preparando un rapporto sulla gestione dell’A/H1N1 Pandemico,
 più di 200 membri del Parlamento europeo hanno firmato un appello per un comitato parlamentare che esamini come è stata gestita l’influenza A pandemica, dall’Unione Europea e dalle istituzioni comunitarie,
 in alcuni paesi europei sono stati istituiti comitati di inchiesta nazionali,
 da dichiarazioni del Ministro Fazio  si è appreso che lo scorso 26 aprile, al Consiglio superiore di Sanità, si è svolto il primo incontro del gruppo di lavoro a cui spetterà il compito di formulare il nuovo Piano nazionale vaccini,

 

 

 

  • di sollecitare nelle sedi adeguate risposte sulla gestione dell’influenza A pandemica,
  • di rendere noti i nomi della Commissione che dovrà confezionare il nuovo Piano nazionale vaccini per consentire di verificare che siano assolutamente liberi da conflitti di interesse.
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