ACP > Editoria > Quaderni ACP > Esperienze > Anche ai bambini può spezzarsi il cuore: l’esperienza della perdita di una persona amata
Quaderni acp - 2010; 17(3): 120-124
quaderni acp
Quaderni acp 2010_17(3)


Bimestrale di informazione politico culturale e ausili didattici dell'Associazione Culturale Pediatri

Open access
La rivista aderisce agli obiettivi di diffusione gratuita online della letteratura medica

Indicizzata in SciVerse Scopus e in Google Scholar

Quaderni acp
ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

Anche ai bambini può spezzarsi il cuore: l’esperienza della perdita di una persona amata

Quali gli interventi di sostegno nel lutto infantile?

Psicologa-Psicoterapeuta, già Collaboratrice presso UO di Pediatria, Ospedale “M. Bufalini” di Cesena; Psicologa-Psicoterapeuta, già tirocinante presso UO di Pediatria, Ospedale “M. Bufalini” di Cesena

Even children can have a broken heart: the experience of loosing a loved one

The experience of a parent’s death is critical during childhood because its common opinion that during the first years of life children should be distracted since they are not able to fully understand the meaning of loosing a loved one. So, in order to “protect” and “save from sufferance” any sort of communication is avoided. The underestimation of such problem, or the lack of fast and adequate help can sometimes become a psycho pathological risk factor in a short or long time. An intervention aimed at supporting the child could increase his tolerance and his strong emotions, could help express through words, drawings or symbolic games his feelings of anxiety. It could also help him/her rely on personal relationships in order to face fear and anguish. During the “recovery” process it is important to consider the child’s evolutive outburst as a strong ally through which new possibilities for the future and a feeling of hope could be re-established.

L’infanzia va considerata un’area altamente critica nel caso di morte di un genitore, tanto più critica in quanto, nell’opinione comune, si tende a pensare che, nei primi anni di vita, il bambino sia troppo piccolo per “capire” e, pertanto, per “difenderlo dalla sofferenza”, si preferisce distrarlo piuttosto che iniziare con lui una comunicazione utile ad affrontare l’elaborazione del suo dolore. La sottovalutazione del problema determina, talvolta, la mancanza di un aiuto tempestivo e adeguato, o di un vero trattamento terapeutico, e può divenire fattore di rischio psicopatologico a breve e/o a lungo termine. L’intevento di sostegno stimola il bambino ad aumentare la sua capacità di tollerare e regolare le emozioni forti, di esprimere i propri sentimenti di angoscia attraverso le parole, il disegno, il gioco simbolico, e di affidarsi alle relazioni interpersonali per far fronte alla paura e all’ansia. È importante che, nel processo di “guarigione”, venga contemplato lo slancio evolutivo del bambino come potente alleato attraverso cui ristabilire un sentimento di speranza e di nuove possibilità per il futuro.

Esperienze
Quaderni ACP

Se non hai trovato quello che volevi effettua una ricerca.


Tutto il sito    Quaderni ACP Newsletter Pediatrica PUMP
  

stampa

Nessun commento, vuoi essere il primo?