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01 Set 2010
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Quando lo sport diventa una buona terapia

Simona Bonavira
Cocomeri in panchina
A cura della Fondazione Paracelso ONLUS 2010, pag. 92
www.fondazioneparacelso.it
tel. e fax: 02 33004126

Questo racconto, per grandi e bambini, si pone lo scopo di parlare di emofilia non solo come entità clinica, ma come problema che riveste tutto il tessuto sociale a partire dalla famiglia per arrivare alla rete amicale e alla solidarietà. È un piacere leggerlo in breve tempo sia per il contesto (Brasile, calcio), sia per l’autentica solidarietà tra ragazzi di strati sociali diversi. Il protagonista è infatti un giovane brasiliano emofiliaco che gioca a calcio insieme ai propri amici. Un campionato di calcio si vince solo con grandi motivazioni, al di là delle doti tecnicotattiche delle squadre in campo. La crescita del gruppo intorno all’amicizia e alla partecipazione autentica alle problematiche del protagonista maschile sarà la molla che farà la differenza. Il calcio giovanile dovrebbe riflettere sulla crescita dei protagonisti attraverso il gioco di squadra e l’autodisciplina, anziché sulla necessità di forgiare presunti campioni. Alcuni spunti, come il cinema all’aperto per i ragazzi delle favelas, sono davvero notevoli. Infine, per l’ennesima volta, il punto di svolta narrativo è rappresentato dall’elemento femminile che risulterà decisivo dopo un’iniziale diffidenza. Potrebbe essere una lettura da proporre alla scuola primaria, sia per la piacevolezza del racconto sia per gli spunti di discussione che ne possono scaturire. 
Ringraziamo la Fondazione Paracelso per la decisione di parlare di emofilia a tutta la società con questa iniziativa sicuramente incisiva.
Michele Gangemi

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