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11 Apr 2011
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Leggere dagli 0 ai 3 anni: sarà utile in seguito

Sfogliare delle pagine anche se non se ne capisce il significato, familiarizza i piccolissimi al libro

«Lettura» per
«Lettura» per

ROMA – Il libro è di piccole dimensioni, cartonato e con pagine animate da immagini vivaci. Il bambino lo guarda, lo tiene tra le mani, non sa bene cos’é. Ma a forza di vederlo, ogni giorno anche per pochi minuti, imparerà a prenderne confidenza e a sorridere quando la mamma glielo porgerà. È il primo passo di un percorso che, se praticato con costanza e con i giusti metodi, lo condurrà fino alla scuola elementare già in possesso di tutte le competenze necessarie per apprendere velocemente lettura e scrittura.


LE LINEE GUIDA – Questo avvio così precoce è alla base di linee guida appena pubblicate sulla rivista “Medico e bambino”. Uno strumento per i pediatri delle cure primarie (quelli di famiglia) inserito nel progetto «Nati per leggere». Si parte dal presupposto che «il ruolo del pediatra risiede nella promozione della salute del bambino, nella sua interezza» e che la lettura è «l’attività più efficace che il pediatra può svolgere per promuovere lo sviluppo del bambino» (definizione dell’American Academy of Pediatrics). Dunque l’ambulatorio del dottore si trasforma nel luogo più appropriato dove iniziare il lavoro con le famiglie affinchè prendano coscienza dell’importanza del libro. Il progetto è nato nel ’99 su iniziativa dell’Associazione culturale pediatri, l’associazione italiana biblioteche e il Centro per la salute del bambino. «La nostra attenzione si è concentrata nella fascia 0-3 anni – spiega Stefania Manetti, responsabile Acp della Campania -. Nell’ultimo decennio le neuroscienze hanno dimostrato che a questa età il cervello ha una elasticità molto elevata e recepisce in modo speciale gli stimoli che provengono dai genitori, in particolare la mamma. E’ un periodo cruciale per il futuro dei nostri figli». La lettura è tanto più importante quanto più la famiglia è svantaggiata dal punto di vista sociale e culturale. GLI STUDI Ricerche condotte negli Stati Uniti hanno evidenziato che i bambini che ascoltano leggere a voce alta fin dal primo anno di vita con una certa continuità «hanno uno sviluppo del linguaggio sia ricettivo che espressivo maggiore e in seguito incontrano meno difficoltà». Ma come gestire l’avvio alla lettura? Su www.natiperleggere.it sono consigliati i libri più indicati per l’età 6-12 mesi. Verso gli 11 mesi il piccolo, se addestrato quotidianamente, imparerà a girare le pagine, a tenere correttamente il libricino in mano e a indicare le figure man mano che gli verrà richiesto. Dopo il primo anno potrà maneggiare libri con testi più lunghi, sempre ravvivati da immagini che appartengono al mondo che lo circonda. «Sarà sempre più competente – dice Manetti – La mamma può cominciare a chiedergli dove è il libro e lui saprà rispondere con il dito. A 18-24 mesi la sua attenzione aumenterà, sarà in grado di completare frasi ascoltate più volte. Poi sarà lui a pretendere che la storia gli venga narrata attraverso le pagine». A 5-6 anni si consiglia di portarlo in biblioteca per letture comuni. La vostra casa dovrà essere un ambiente ricco di stimoli, libri, giornali, riviste e appunti. Ecco allora che sarà stata raggiunta la cosiddetta «literacy», cioè la piena competenza linguistica che, come ha chiarito nel 2004 l’Unesco, «va oltre il saper leggere e scrivere. Implica la capacità di identificare, capire, interpretare, creare, comunicare, elaborare e usare materiale scritto nei più diversi contesti ambientali».

Margherita De Bac

19 aprile 2011
Corriere della Sera

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