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01 Nov 2011
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Non sono uomini con un sesso diverso

Flavia Francini, Simona Montilla, StefanoVella
Farmacologia di Genere
SEEd srl, 2010
pp. 162, euro 28

La storia delle donne e della medicina è fatta di lotte, discriminazioni e successi e insuccessi.
Il loro diritto all’accesso alla facoltà medica, a New York nel 1847, avvenne con forti difficoltà. L’attenzione alla medicina per la donna fu limitata, fino alla metà del secolo scorso, per lo meno nel nostro Paese e nelle classi povere, all’evento della nascita e alle affezioni esclusivamente femminili con l’attività delle levatrici e molto meno dei medici. Dagli anni ’80 inizia una sorta di grande affluenza delle donne nelle facoltà mediche e particolarmente nella specializzazione in pediatria, con la oramai definitiva femminilizzazione della nostra specialità e in prospettiva della medicina delle cure primarie, con il valore aggiunto che le donne portano in questa “arte” di sensibilità e intelligenza genere-specifica che si traduce in una maggiore attenzione verso la persona malata e le sue risorse. Ma manca ancora l’attenzione all’uso specifico dei farmaci nel corpo femminile, nonostante le donne ne siano fra le principali utilizzatrici, specialmente dai 15 ai 54 anni, e non solo per problemi legati all’apparato riproduttivo, ma anche per le sintomatologie dolorose di cui sono più frequentemente affette, per i problemi derivanti dal loro ruolo di caregiver nelle famiglie e per le violenze di cui sono oggetto.
Mancano sperimentazioni relative ai farmaci di più comune impiego, anche se l’uso di questi ha diversità di genere farmacocinetico per differenze biologiche, poco o nulla studiate, che ne influenzano il metabolismo. Per esempio il metabolismo ossidativo è massimo durante la fase ovulatoria e in gravidanza e durante l’allattamento, ma ci sono diversità enzimatiche notevoli fra uomo e donna anche al di fuori di queste fasi della vita. Il libro di F. Francini, S. Montilla, S. Vella, a cura della Società Italiana di Farmacologia, affronta questi problemi e in particolare tratta la farmacoterapia di genere per numerose condizioni. In particolare sono trattati i farmaci al femminile per malattie cardiovascolari, per quelle del SNC, per gli anticoagulanti, gli anti-HIV, gli antibiotici: anche per alcuni di questi ultimi esistono, infatti, differenze farmacocinetiche di genere. Il volume, di non difficile lettura anche per un pubblico non specialista, si propone di diffondere gli elementi di base della farmacologia di genere per sottolineare che le donne non vanno intese come uomini con un sesso diverso, allo stesso modo dei bambini che sono ancora oggi intesi come uomini un poco più piccoli.
La farmacologia di genere sta ricevendo finalmente attenzione: l’ultimo numero del 2010 della rivista Monitor dell’Agenzia per i servizi sanitari è dedicato quasi interamente al problema.

Giancarlo Biasini

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