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09 Nov 2011
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VACCINO PER L’INFLUENZA: UN OCCHIO DI RIGUARDO AI BAMBINI

I medici pediatri consigliano di sottoporre i bimbi alla vaccinazione per l’influenza se hanno superato i sei mesi di età
08.11.2011. È partita in questi giorni la campagna di vaccinazione per l’influenza. Per limitare la diffusione del virus basta seguire semplici regole e, in merito alla vaccinazione per l’influenza avviata in questi giorni, l’Associazione Culturale Pediatri ritiene necessario attenersi alle raccomandazioni ufficiali diffuse dal Ministero della Salute per la stagione 2011-12, che prescrive il vaccino per l’influenza in particolare a: bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età, affetti dalle seguenti patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza.
a) malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO);
b) malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
c) diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti);
d) insufficienza renale cronica;
e) malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
f) cancro;
g) malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
h) malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali;
i) patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
j) patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione;
k) bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale. ACP ribadisce l’importanza delle misure di protezione personali (misure non farmacologiche) utili a prevenire i sintomi dell’influenza:
1. Lavaggio frequente delle mani (in assenza di acqua, fare uso di gel alcolici).
2. Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani).
3. Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale.
4. Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali). ACP chiede che ci si attenga alle suddette raccomandazioni e che ogni medico pediatrico valuti attentamente i casi a rischio fra i bambini che assiste.
I medici pediatrici ACP apprendono con viva soddisfazione lo stop all’annunciata sperimentazione che prevedeva la somministrazione del vaccino per l’influenza su lattanti con meno di sei mesi di età, come riportato il 10 ottobre scorso dal Corriere della Sera. ACP ripete che la vaccinazione per l’influenza è stata e resta uno degli interventi preventivi più efficaci. La somministrazione dei vaccini raccomandati, insieme al miglioramento delle condizioni igieniche e di nutrizione, ha permesso di eradicare o ridurre numerose malattie pericolose. Si pensi alla poliomelite, al morbillo, alla pertosse o a un flagello ormai completamente debellato come il vaiolo. Vi sono però dei criteri che devono regolarne l’inserimento o l’estensione delle indicazioni. Riguardo alla sperimentazione che era stato proposta circa la somministrazione del vaccino per l’influenza agli under sei mesi, ACP spiega che:
– Vi è già la disponibilità di dati attestanti che l’incidenza e il rischio di complicanze dell’influenza sono poco rilevanti in questa fascia d’età.
– Ci sono altri semplici interventi preventivi utili a evitare l’influenza nei lattanti. Per esempio: l’allattamento materno, la vaccinazione delle madri e il lavaggio delle mani da parte di tutti i familiari.
– La somministrazione del vaccino antinfluenzale sui bambini dai sei mesi ai due anni, secondo la letteratura scientifica, è poco efficace.
– Non è sufficiente verificare la presenza di una risposta anticorpale per dimostrare l’efficacia di una vaccinazione, ma è necessario disporre di dati relativi a esiti clinici derivati da studi controllati.
– La vaccinazione può pur sempre avere (anche se raramente) effetti collaterali. Per questo, il ministero della Salute ne raccomanda la somministrazione solamente ai bambini di età superiore ai sei mesi affetti da patologie croniche e, pertanto, a rischio di complicanze.

Alice Manza 
by Infosalute.info, le informazioni riguardanti il vaccino per l’influenza

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Ci sono 6 commenti:

  1. Stefano Prandoni - 15 Nov 2011 10:38 AM

    Le categorie per le quali viene raccomandata la vaccinazione antiinfluenzale comprendono anche 2 importanti gruppi che non sono stati riportati nel vostro articolo e sono:

    -bambini con malattie neurologiche e neuromuscolari
    – donne al secondo e terzo mese di gravidanza

    Le vostre indicazioni richiamano quelle precedenti l’ avvento della nuova pandemia, che probabilmente per voi è come se non fosse esistita

  2. Anonimo - 15 Nov 2011 8:52 PM

    Caro Stefano
    grazie per la puntuale osservazione; hai perfettamente ragione; nel comunicato è stata riportata solo una parte del testo sulle raccomandazioni; nel caso specifico è stata saltata la trascrizione della parte tra parentesi del punto j):

    – Nascondi testo citato –
    a) malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO)
    b) malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
    c) diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti)
    d) malattie renali con insufficienza renale
    e) malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
    f) tumori
    g) malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi,
    immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
    h) malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
    i) patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
    j) patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari).

    Rosario Cavallo

  3. Stefano Prandoni - 16 Nov 2011 12:25 PM

    I bambini con patologie neurologiche sono stati tra i più colpiti dalle complicanze del nuovo virus H1N1 e andrebbero, a mio avviso, messi in cima alle indicazioni e non alla fine e tra parentesi

    Per le donne in gravidanza intendevo secondo e terzo TRIMESTRE.

  4. rosario cavallo - 16 Nov 2011 6:55 PM

    I bambini con patologia neuromuscolare sono stati quelli più colpiti dal virus AH1N1 come dimostrato dalla recente revisione di Donaldson e quindi sono giustamente da considerare tra le categorie a rischio; la lista di queste categorie è compilata dal Ministero e penso che l’ordine di inserimento non sia “graduato” secondo la gravità del rischio stesso.
    Anche le gravide nel secondo e terzo trimestre sono soggetti “a rischio”, ma non rientrano in un dibattito sulle raccomandazioni pediatriche come il dibattito che abbiamo avviato.
    Non è vero che secondo noi è come se la pandemia non ci fosse mai stata, c’è stata eccome.
    Lo studio di Donaldson ci dà però anche il giusto senso delle sue reali proporzioni: in Inghilterra e Galles ci sono stati 70 decessi nei soggetti 0-18 anni (6 per milione; ne erano stati previsti decine di migliaia); “solo” 15 erano precedentemente sani e di questi ultimi la maggior parte appartenevano a minoranze etniche (altra categoria a rischio?).
    70 o anche 15 decessi sono comunque troppi e tutti vorremmo evitarli; la strategia migliore, più sicura ed efficace per farlo è vaccinare milioni di bambini sani con un vaccino la cui efficacia varia di anno in anno, che comunque ogni anno deve essere ripetuto e che se pur raramente ha degli effetti collaterali importanti?
    Noi pensiamo che sia più opportuno limitare la vaccinazione ai soli soggetti a rischio; questo è il senso delle nostre sottolineature e siamo contenti che se ne discuta
    Rosario Cavallo

  5. stefano Prandoni - 25 Nov 2011 7:43 AM

    Le gravide rientrano eccome nel dibattito delle raccomandazioni pediatriche perchè gli ultimi studi dimostrano che passano al feto anticorpi protettivi che durano fino al 3°-4° mese di vita del neonato.
    Come ben sai, i bambini fino a 6 mesi non si possono vaccinare.

  6. Anonimo - 29 Nov 2011 6:13 PM

    Caro Prandoni,
    mi sembra di leggere nelle tue osservazioni una vena polemica non facilmente comprensibile, dal momento che hai ricevuto risposte credo garbate e puntuali.
    Le donne gravide nel secondo e terzo trimestre di gestazione rientrano nelle categorie a rischio per cui il Ministero raccomanda la vaccinazione; abbiamo ripetutamente detto di condividere queste raccomandazioni (non certo per il rilievo di Ac passati al feto, cosa che in sè non documenta nessuna protezione per il neonato) e non ti abbiamo mai risposto negando la validità della indicazione alla loro vaccinazione, anche se forse per qualche misterioso motivo sembra che tu ti sia convinto di questo.
    Il tema in discussione era invece la reiterata proposta (senza evidenze a sostegno) della vaccinazione universale dei bambini sani, anzi addirittura in un momento in cui si parlava di programmare uno studio sulla efficacia del vaccino in bambini <6 mesi.
    Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
    cordialmente,
    Rosario Cavallo