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27 Gen 2012
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MANIFESTO in difesa del latte materno

Mamme e medici insieme,
in difesa del latte materno dall’inquinamento  
Il latte materno è un Bene Comune di inestimabile valore. È forse il primo bene, il primo dono d’amore che un piccolo riceve nella vita. Non è uguagliabile da alcun sostituto artificiale o animale. È fonte di benessere e salute per la mamma e per il bambino, ma anche per la società e per l’ambiente, ma mai come oggi, al pari di altri beni comuni, è minacciato dal profitto e dall’inquinamento e va pertanto difeso e salvaguardato.
CHI SIAMO? Questa campagna è promossa da varie associazioni (ISDE – Associazione Medici per l’AmbienteIBFAN ItaliaMAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano, ACP – Associazione Culturale PediatriMinerva p.e.l.t.i. onlusPeaceLinkGruppo Allattando a FaenzaMamme per la Salute e l’Ambiente onlus – Venafro) unitamente a singoli individui che hanno a cuore la tutela di questo Bene prezioso: questa è una campagna “aperta” alla quale può aderire chiunque lo desideri.
PERCHÉ VA DIFESO IL LATTE MATERNO?
Allattare in serenità è un diritto delle mamme ed essere allattati è un diritto di ogni bambino: nessun sostituto artificiale potrà mai uguagliare questo Bene che alimenta la creatura cui è stata donata la vita!
DA COSA VOGLIAMO DIFENDERLO?
Tutte le mamme hanno il latte, tuttavia il declino dell’allattamento naturale avvenuto negli ultimi 100 anni circa è sotto gli occhi di tutti: vi hanno contribuito le mutate condizioni sociali, pratiche sanitarie di assistenza al parto che rendono difficile o impediscono l’avvio e il proseguimento dell’allattamento, la promozione massiccia dell’uso di biberon e latte artificiale, la mancanza di sostegno e di informazioni alle donne.
Oggi, un ulteriore pericolo insidia il diritto di mamme e bambini alla migliore salute possibile: si tratta delle sostanze tossiche presenti purtroppo ormai stabilmente nei nostri corpi e che, attraverso la placenta e il latte materno, vengono trasmesse al bambino ancora prima che nasca e poi successivamente durante l’allattamento. Parliamo di diossine, PCB (policlorobifenili), metalli pesanti, pesticidi ed altri numerosissimi composti chimici che provengono da insediamenti industriali, inceneritori, ma anche da prodotti di uso quotidiano, spesso insospettabili. Se vuoi saperne di più su come l’inquinamento arriva al feto e al lattante e sugli effetti di questo, vedi in nota (1).
Lanciando questo allarme non vogliamo in alcun modo disincentivare le mamme dall’allattamento al seno, perché ciò provocherebbe un ulteriore danno alla salute di mamme e bambini: gli studi ad oggi effettuati in vari paesi dimostrano che, anche in ambienti inquinati e quindi a parità di esposizione in utero, i bambini non allattati al seno hanno peggiori esiti di salute rispetto ai bambini che ricevano il latte materno anche se contenente sostanze tossiche. Rimane quindi valida la raccomandazione dell’OMS di allattare al seno in modo esclusivo fino al sesto mese compiuto, e continuare ad allattare, con l’aggiunta di altri alimenti, fino ai 2 anni ed oltre. Ciò comporta numerosi benefici per la salute tanto del bambino quanto per la madre.
COSA VOGLIAMO FARE?
  • INFORMARE E SENSIBILIZZARE genitori, personale sanitario, rappresentanti politici, associazioni democratiche e movimenti per i diritti dei cittadini sull’importanza dell’allattamento al seno e sui possibili modi per prevenire o ridurre la sua contaminazione, a livello individuale e collettivo, anche tramite adeguati stili di vita e di alimentazione.
COSA CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI COMPETENTI:
  • La RATIFICA della CONVENZIONE DI STOCCOLMA – l’Italia non ha ancora ratificato la Convenzione di Stoccolma (sottoscritta nel 2004) che fissa limiti severi e rigide misure di controllo all’emissione in ambiente di sostanze inquinanti e persistenti (POPs – Persistent Organic Pollutants);
  • l’adozione di STRUMENTI DI CONTROLLO efficaci e continuativi da applicare a tutti gli impianti fonti di diossina e in tutti i territori contaminati. In particolare ci sembrano indispensabili il campionamento in continuo delle emissioni di diossina da questi impianti, il biomonitoraggio a campione del latte materno (2) e del sangue cordonale, e il monitoraggio a campione di matrici alimentari (latte, burro, formaggi, uova, carne, pesce, mitili, ecc.);
  • la SOSTITUZIONE di pratiche inquinanti, antiecologiche ed antieconomiche quali l’incenerimento di rifiuti e biomasse, con pratiche virtuose quali la riduzione, il recupero, il riciclo e la trasformazione a freddo dei materiali;
  • l’approvazione del Disegno di Legge per creare un marchio “dioxin free” per gli alimenti.
27 gennaio 2012
Per informazioni sull’allattamento, ti invitiamo a consultare i siti:
www.mami.orgwww.ibfanitalia.it
(1) “Ambienti più sani per i bambini: domande frequenti sull’allattamento materno in un mondo inquinato” –  “Allattare in un mondo inquinato” – P.Gentilini, A.Moschetti, E.Burgio, M.Bolognini, S.Raccanelli, A.Cattaneo. LATTE MATERNO, DIOSSINE E PCB. Medico e Bambino 2011;30:510-517
(2) L’analisi del latte materno è usata in tutto il mondo perché è il modo più semplice per valutare l’impatto degli agenti inquinanti sugli esseri umani; il latte materno è il tessuto umano più facile da ottenere ed analizzare. Si vedano le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
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Ci sono 2 commenti:

  1. gloria - 03 Feb 2012 8:37 AM

    aiuto!!
    se addirittura il latte materno é inquinato vuol proprio dire che l’uomo sta uccidendo se stesso.
    io allatto, quali esami dovrei fare per misurare la quantità di diossina presente?

  2. giuseppe primavera - 23 Feb 2012 12:05 AM

    Gent.ma Gloria,
    il movimento per la difesa del latte materno non ha certo lo scopo di atterrire le mamme che allattano, ma di attirare l’attenzione delle autorità sanitarie su un problema che non è certo solo del latte materno: l’aria, l’acqua e il suolo sono inquinati, il nostro corpo si carica di inquinanti, alcuni non siamo in grado di smaltirli e possono passare al feto attraverso la placenta e al bambino con il latte. Ma tutti gli studi fin qui condotti sono concordi nell’assegnare al LM un effetto “protettivo”. Gli esiti più studiati sono quelli delle funzioni cerebrali, e in tutti l’allattamento a lungo termine è
    associato a un favorevole sviluppo neuromotorio, che controbilancia
    l’impatto dell’esposizione agli inquinanti. Concludendo, a meno che lei non sia stata esposta a dosi massicce di inquinanti, cosa che di solito si verifica solo in corso di incidenti industriali (ricorda l’Icmesa di Seveso?), le consiglio di non fare alcun esame e di allattare a lungo, piacevolmente e amorevolmente il suo bambino.
    Cordialità
    Beppe Primavera