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08 Feb 2012
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Dal pediatra fino a 18 anni

Articolo tratto da Io e il mio bambino (febbraio 2012)

I pediatri dell’Acp (Associazione Culturale Pediatri) rilanciano. Non solo dicono un fermo no all’ipotesi di affidare la cura dei bambini dai 7 anni in poi ai medici di famiglia, ma propongono invece di estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni, perché, affermano in un comunicato firmato dal presidente Acp,Paolo Siani, “oggi l’adolescenza è terra di nessuno”.
Ed ecco i punti su cui i pediatri dell’Associazione Culturale insistono.

1) L’assistenza pediatrica secondo noi andrebbe estesa fino a 18 anni, comprendendo l’età adolescenziale che al momento è “terra di nessuno”.
I ragazzi e le ragazze proprio nell’adolescenza hanno bisogno di un punto di riferimento, al di fuori della famiglia, che può essere proprio il pediatra con cui hanno instaurato nel tempo un rapporto di fiducia. In uno scenario del genere, i pediatri sono pronti, perché formati culturalmente, ad accogliere, a riconoscere e a curare i disagi di quest’età che vanno dal rischio tossicodipendenza, alla dipendenza da internet, agli squilibri alimentari, all’abuso di alcool.
2) ACP difende da sempre l’approccio globale al bambino.
Questo significa un approccio aperto e aggiornato, non limitato alla diagnosi e alla cura di problemi di salute contingenti, ma focalizzato anche e soprattutto alla promozione del benessere della maternità, dell’infanzia e dell’adolescenza.
3) Il pediatra ha sviluppato in questi anni competenze specifiche – che vanno oltre l’aspetto delle cure – che i medici di Medicina Generale non possiedono, perché ambito privilegiato degli specialisti in Pediatria.
4) Disagio psico-sociale, disabilità nell’età evolutiva, malattie croniche: sono tuttora sfide rilevanti e mai affrontate in modo del tutto adeguato dalla Sanità pubblica. Per rispondere alle famiglie, il pediatra ha imparato a occuparsi di queste criticità in modo completo e integrato.
5) Depotenziare la pediatria non porterà a nessun risparmio, perché le famiglie affolleranno i pronto soccorsi, con aumento dell’inappropriatezza degli accessi e dei ricoveri in ospedale.
In Italia è stata del tutto smantellata e resa priva di contenuti la pediatria di comunità nei consultori familiari, che invece potrebbe essere riattualizzata.
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