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20 Feb 2012
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I CONSULTORI NON SI TOCCANO!

In commissione lavoro della Regione Lazio, durante la discussione sulla proposta di legge sul “sistema integrato di interventi dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia” l’assessore ai Servizi Sociali Forte ha compiuto l’ennesimo tentativo di cancellare i Consultori Familiari, presentando un emendamento con il quale si vuole abrogare l’Art. 6 della L.R. 15/76, ovvero quell’articolo dove veniva definita e normata l’attività dei consultori e la loro funzione. L’emendamento per il momento è stato accantonato grazie alle pressioni delle opposizioni, ma questo non significa che il pericolo sia scongiurato.

Questo ulteriore attacco alla salute e alla libertà di scelta delle donne, viene a neanche un mese di distanza dalla dimostrazione di forza e autorevolezza dell’Assemblea permanente delle donne contro la proposta Tarzia, Assemblea promotrice dell’incontro nazionale sulla difesa dei consultori e dell’autodeterminazione delle donne “La vita siamo noi” – che ha fatto confluire a Roma centinaia di donne da tutt’Italia.
Nel Lazio ad es. sono attualmente attivi 165 consultori Familiari dei quali 52 nella città di Roma. Mediamente di numero insufficiente. In base al Progetto Obiettivo Materno Infantile dovrebbero essere 1 ogni 20.000 abitanti (circa 280). Le prestazioni sono offerte su appuntamento e sono senza partecipazione alla spesa da parte dell’utenza. Sono particolarmente attivi nel Percorso Nascita, nel sostegno alla genitorialità, nella procreazione cosciente e responsabile e pianificazione familiare, nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse e dei tumori del collo dell’utero e della mammella. Le donne vi si rivolgono per l’interruzione Volontaria di Gravidanza (legge 194/78), per le difficoltà di coppia e la Mediazione Familiare. Le giovani famiglie vi portano i bambini per le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate. Il lavoro di segretariato sociale sostiene le famiglie in difficoltà sociale ed economica ed è impegnato nella prevenzione e riconoscimento precoce del maltrattamento a donne e bambini. Le donne e le famiglie straniere e nomadi vi trovano un luogo dove curare la propria salute quando ancora non inserite nel Servizio Sanitario Nazionale.Vogliamo ancora una volta lanciare un appello alla Presidente Polverini, affinché ci incontri, ascolti le ragioni di quelle donne che dice di “avere a cuore” e riceva le 100.000 firme raccolte in tutta la regione Lazio in favore dei consultori.
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Ci sono 3 commenti:

  1. Anonimo - 28 Feb 2012 1:18 PM

    Credo che l’attacco sia in atto in tutte le regioni governate dalla destra, soprattutto per quanto riguarda l’autodeterminazione delle donne nelle scelte procreative. Ma l’abbandono dei consultori è in atto ormai da più di un decennio insieme a tutto quello che è la sanità territoriale e l’integrazione sociale e sanitaria. Il centro sinistra non ha d’altra parte contrastato la decadenza progressiva di queste strutture che si sono impoverite progressivamente di personale e motivazioni. Lo stesso aziendalismo inefficiente e soprattutto inefficace ha fatto da paravento all’abbandono dell’assistenza integrata territoriale. Inoltre la dimensione comunitaria (offerta attiva, conoscenza e consapevolezza dei bisogni e delle problematiche di popolazione) non è mai stata sviluppata a sufficienza ed ha fatto posto nel tempo spesso solo ad una dimensione clinica. Non bisogna certo arrivare, come succede a Napoli, a due servizi materno-infantili, uno per le donne ed uno per i bambini, con consultori distrutti ed operatori allo stremo. Credo sia necessario non solo chiedere che i consultori non siano eliminati ma che invece siano sviluppati in qualità e quantità recuperando lo spirito e la prassi comunitaria che hanno fatto dei consultori insieme ai servizi di salute mentale i primi esempi di sanità democratica e territoriale del nostro paese.
    Peppe Cirillo

  2. Anonimo - 28 Feb 2012 1:21 PM

    Ogni tanto una bella notizia!
    M.Edoarda Trillò
    —–
    Abbiamo accolto favorevolmente quanto deciso ieri in Commissione regionale Servizi circa il ritiro dell’emedamento che, omettendo il riferimento alla vigente legge sui consultori, avrebbe cancellato la sostanza di una norma – la legge regionale 15/76 – che regola il funzionamento di strutture di base che consideriamo irrinunciabili ed essenziali per la salute riproduttiva delle donne. Continueremo a vigilare affinchè la legge sia pienamente applicata e affinchè i vari presidi consultoriali esistenti siano potenziati e strutturati adeguatamente anche con l’incremento del personale. Tutto questo è stato e rimane l’obiettivo dell’Assemblea permanente delle donne contro la proposta Tarzia, sostenuto anche dalla petizione sottoscritta da oltre 100mila firme raccolte in tutta la Regione.
    Assemblea permanente per i Consultori a Roma
    —–

  3. redazione – p.s. - 10 Mar 2012 10:00 AM

    Davvero una bella notizia, grazie a tutti.