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18 Apr 2012
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BIANCO, FNOMCEO: “NON DIFFIDATE DEI VACCINI”

Amedeo Bianco
Forte sconcerto è stato oggi espresso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri sulla recente sentenza del Tribunale di Rimini, che ha riacceso la polemica sulle vaccinazioni. La Corte ha infatti riconosciuto un indennizzo economico alla famiglia di un bambino affetto da sindrome di Kanner (meglio nota come autismo), che aveva fatto il vaccino Mpr, anti Morbillo-Parotite-Rosolia.
“La sentenza – ha spiegato il presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco – individua un nesso di causalità che è stato scientificamente confutato, rischiando così di demonizzare uno strumento quale la vaccinazione sistematica della popolazione, che ha consentito in gran parte del mondo di debellare malattie terribili e devastanti”.
“Quando parliamo di evidenze scientifiche – ha puntualizzato Bianco –intendiamo riscontri su milioni di individui: nessuno ha mai negato delle bassissime incidenze di rischi per chi si vaccina, ma è tutto un altro conto postulare una relazione diretta con l’autismo. Ciò è inaccettabile, pur conoscendo bene l’inclinazione della giurisprudenza civile a tutelare i soggetti ricorrenti, specie in materia sanitaria”.
Di qui, l’invito a non diffidare dei vaccini e delle indicazioni fornite in questo senso dai pediatri, nei primi anni di vita dei bambini.
Stessi toni sono stati usati ieri dal Board scientifico del Calendario vaccinale per la vita, che riunisce figure di elevato prestigio dell’igiene e della sanità pubblica, della medicina generale, della pediatria territoriale-ospedaliera ed universitaria facenti capo a società scientifiche ed associazioni mediche come Siti, Fimmg, Fimp e Sip.
“Il dispositivo – ha osservato il Board – si basa evidentemente su quanto pubblicato ormai 14 anni fa dalla rivista Lancet, e successivamente ritirato per l’evidente infondatezza di quanto inizialmente proposto da un gruppo di ricercatori britannici circa i possibili collegamenti tra autismo e vaccino trivalente Mpr. L’articolo, pubblicato nel 1998 dal medico britannico AndrewWakefield, è stato causa di una lunga disputa scientifica, portando ad una forte diminuzione del numero di vaccinazioni negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in altre parti dell’Europa, con la conseguenza, in molti casi nefasta, di un repentino aumento dei casi di morbillo e delle sue complicanze”.
Il Board auspica dunque che il Ministero della Salute, “quale parte resistente nella causa conclusasi con la contestata sentenza di primo grado, voglia proporre Appello presso la Corte di Bologna”.
Una richiesta per nulla infondata anche a giudizio del presidente della Fnomceo.
(11 aprile 2012)
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Ci sono 7 commenti:

  1. Rosario Cavallo - 18 Apr 2012 7:49 AM

    Chissà se i tribunali giudicano secondo EBM….
    La recente e ormai tristemente famosa sentenza del Tribunale di Rimini ha stabilito di indennizzare la famiglia di un soggetto autistico precedentemente vaccinato con vaccino MPR, riconoscendo evidentemente un nesso di causalità tra la vaccinazione e la condizione patologica del bambino.
    Ignoriamo le motivazioni in base alle quali è stato raggiunto da parte del giudice il convincimento che l’evento vaccinazione MPR abbia un nesso non solo temporale ma anche causale con lo stato del bambino vaccinato (nella sentenza infatti non è riportata la perizia tecnica a sostegno).
    Possiamo ipotizzare che il riferimento sia stato al lavoro pubblicato da Wakefield nel 1998 su The Lancet. Eppure il 03/02/2010 la nota rivista medica aveva ritirato integralmente lo studio sui possibili collegamenti tra autismo e vaccino MPR, perchè “scorretto, irresponsabile e disonesto”, come scritto nel rapporto ufficiale della commissione disciplinare del General MedicalCouncil Inglese, che ha sospeso Wakefield dalla professione medica.Nel rapporto si legge, inoltre, che Wakefield ha anche “rovinato la reputazione” della professione medica(leggi).
    Il tribunale di Rimini dovrebbe perciò sentire il dovere di fornire una immediata motivazione della sentenza, che sul piano scientifico non riusciamo davvero né a comprendere né a condividere, anzi ci teniamo a precisare che tale sentenza:
    1. Manca di plausibilità biologica,manca l’ipotetico meccanismo fisiopatologico per cui dopo la vaccinazione può determinarsi la malattia;
    2. non tiene conto della osservazione epidemiologica della mancata correlazione tra aumento del tasso di copertura vaccinale con MPR e aumento dei casi di Autismo;
    3. non tiene conto del fatto che proprio in seguito alla risonanza avuta dallo studio di Wakefield sono stati realizzati almeno altri 20 studi sul tema, ed ognuno di questi, svolto da ricercatori diversi, in diverse popolazioni e nei diversi paesi, ha negato la correlazione tra vaccini e autismo.Gli stessi collaboratori di Wakefield hanno ufficialmente e clamorosamente disconosciuto le conclusioni dello studio, che oltre tutto era scientificamente mal progettato e peggio realizzato.
    Da parte nostra resta la totale rassicurazione alle famiglie sul profilo di sicurezza e di vantaggiosità del vaccino.
    Rosario Cavallo

  2. Maltagliati Diversi - 19 Apr 2012 8:59 AM

    Proprio recentemente ho visto una trasmissione in cui un padre di un ragazzo affetto da sindrome di Kanner azzardava quale causa la vaccinazione. Scopro in questa e occasione che sono in molti a imputare alla vaccinazione la sindrome e questa sentenza sicuramente darà molto sconcerto.
    Dal mio piccolo vorrei però chiedere: non è possibile che una mal conservazione del vaccino possa modificare le sue proprietà e causare così dei danni al somministrato?
    Non sono un medico e non ho nessuna competenza in merito ma sono comunque una mamma che oggi dopo questa sentenza qualche paura in più potrebbe anche averla.

  3. lr - 21 Apr 2012 8:37 AM

    L’autismo è una malattia troppo complessa per ridurre tutto a cause esterne come una vaccinazione, per lo stesso motivo la malconservazione (fenomeno peraltro raro) non può rappresentare una causa plausibile. Il fatto certo che noi abbiamo a disposizione è che: nei paesi in cui si effettua la vaccinazione antimorbillo da decenni (es. Finlandia, Danimarca), l’incidenza dell’autismo non è aumentata, mentre il Morbillo è sparito. Invece in Italia ci sono ancora epidemie di Morbillo, con bambini che muoiono o che hanno esiti permanenti da encefalite, come quella del 2002 a Napoli. Questo mi sembra veramente inaccettabile. 
    Inoltre tutte le prove scientifiche serie disponibili sulle cause dell’autismo sembrano orientare su una causa che interviene prima della nascita o nel primo trimestre di gravidanza, quindi ben più complessa di una semplice vaccinazione. 
    Laura Reali

  4. lr - 22 Apr 2012 11:42 PM

    Purtroppo la sentenza di Rimini fa ancora rumore e i movimenti antivaccinatori hanno rialzato la testa, vale forse la pena di rileggere la vera storia della truffa organizzata da Wakefield, così come raccontata in occasione della decisione di The Lancet di rigettare lo studio

    http://saluteinternazionale.info/2010/09/mmr-e-autismo-la-truffa-svelata/

    http://www.piusalute.it/c_notizie/vaccino-mmr-e-autismo-i-segreti-e-le-bugie

  5. Maltagliati Diversi - 23 Apr 2012 9:13 AM

    Ma allora come è possibile tanta superficialità sull’emanare una tale sentenza. Non credo sia sufficiente basare le proprie ragioni su uno studio pubblicato su una rivista scientifica e successivamente altresì rinnegata. Questo il giudice perché non lo ha preso in considerazione? Perché non ha preso in considerazione gli altri 20 studi scientifici che illustravano la non possibile correlazione?
    Mi piacerebbe capire di più da questa sentenza.

  6. lr - 23 Apr 2012 7:02 PM

    Non disponendo della sentenza è difficile giudicare.
    In genere un giudice si basa sulle perizie di esperti, nominati dal tribunale e dai periti di parte, non sta a lui leggere e valutare la letteratura scientifica.
    Laura Reali

  7. Maria Luisa Tortorella - 28 Apr 2012 6:19 AM

    Mi associo a Rosario Cavallo per sottolineare la infondatezza della sentenza in questione sulla vaccinazione MPR: nella lettera di Luciano Pinto e Giuseppe Di Mauro della SIPPS inviata ai pediatri il 20 aprile scorso si può leggere con la dovuta precisione la storia dell’articolo che nel 1998 ha per la prima volta associato il vaccino MPR con l’autismo. Nel lavoro citato Wakefield e coll. raccolsero 8 casi di enterocolite e autismo associati temporalmente al vaccino, a cui attribuirono quindi la causalità. L’articolo suscitò da subito oservazioni e polemiche, in particolare evidenze sugli errori metodologici del suddetto studio, a cui seguirono nei mesi successivi numerosi studi non confermanti il dato e altri epidemiologici che sconfessarono la “probabilità scientifica” dell’evento in questione. Dopo qualche anno 10 dei 12 autori dell’articolo hanno ritrattato l’interpretazione che attribuiva il nesso di causalità tra vaccino e autismo, e nel 2010 si è conclusa un’indagine dell’Ordine dei Medici Inglese che ha alla fine costretto Lancet a ritrattare l’articolo, e ha radiato il Dr. Wakefield dall’Ordine per “scorrettezza etica, medica e scientifica” nella stesura del contestato lavoro. Nel 2011 l’articolo è stato perfino dichiarato “fraudolento”, avendo accertato la falsificazione di alcuni dati e gli interessi economici sottostanti. E’ utile ricordare, inoltre, che la Cochrane Library in ben due revisioni (2005 e 2012) ha negato il famoso nesso di causalità fra vaccino MPR e autismo, e anche, d’altra parte, che nel 1998 nel Regno Unito l’articolo di Wakefield ha provocato un transitorio calo della copertura vaccinale con aumento dei casi di morbillo.
    Tali “leggerezze” editoriali (come fu per Lancet) o giuridiche (come nel nostro caso) non sono indifferenti questioni di lana caprina: possono costare la vita a più di un bambino, per cui speriamo fermamente che mai più si debba assistere a consulenze medico-legali così superficiali non ancorate all’evidenza scientifica del momento (anzi, degli ultimi 7-8 anni…).