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28 Mag 2012
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Pediatric Home sul territorio. La proposta della Sip sul Sole24ore Sanità. La risposta Acp.

Dopo la pubblicazione del documento della Società Italiana di Pediatria “Verso la nuova Rete Pediatrica Integrata“, è comparso sul Sole24ore Sanità del 1-14 maggio un articolo “Pediatric home sul territorio” dedicato al documento e domenica 20 maggio 2012, su Corriere Salute, è stato pubblicato “Case della pediatria” che rilancia la proposta della Società Italiana di Pediatria di un’assistenza pediatrica sul territorio h24, per ridurre gli accessi ospedalieri inappropriati. La SIP ha richiesto contributi e proposte al suo documento a tutte le componenti dell’Area Pediatrica e quindi anche all’ACP, che ha effettuato al suo interno un percorso di dibattito e ricerca di cui ci parla Franco Mazzini, che lo ha coordinato nel direttivo ACP.
“Da qualche anno le riviste specializzate ed i convegni si stanno interessando alle prospettive future ed agli sviluppi dell’Area pediatrica. Negli ultimi mesi questa attenzione è stata amplificata per effetto di alcune dichiarazioni di assessori e politici e, da ultimo, del Ministro della salute, in merito alla fascia assistenziale da considerare di esclusiva pertinenza pediatrica. In effetti la crisi del ricambio generazionale dei pediatri italiani può determinare conseguenze significative sul panorama assistenziale del nostro paese, in considerazione anche dell’attuale contesto socio-sanitario caratterizzato da una crescente complessità sociale, da aumento delle patologie croniche e delle condizioni di disabilità e disagio. In pochi anni la visione olistica che caratterizza l’assistenza pediatrica e che propone un’attenzione globale ai problemi del bambino, potrebbe essere sostituita da una ‘medicina d’organo’, che si occupa dell’organo malato più che della globalità della persona. Per salvaguardare l’Area Pediatrica, intesa come sede di confronto ed integrazione tra tutti i professionisti che si occupano della salute e del benessere dei bambini e delle loro famiglie, oltre ad ipotizzare nuove e più efficaci forme organizzative assistenziali ed a potenziare i processi di integrazione tra ospedale e territorio, è necessario confermare il ruolo insostituibile del pediatra come garante della salute nella fascia di età 0-14 anni e forse anche oltre per non lasciar fuori gli adolescenti.

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C' é 1 commento:

  1. Franco Mazzini - 28 Mag 2012 5:49 PM

    La nostra Associazione, rimarcando le nostre posizioni culturali, ha sempre preso posizione su temi di organizzazione sanitaria ed anche in questi mesi sta contribuendo al dibattito politico su questi contenuti. In Emilia-Romagna, coinvolgendo con molta tenacia i colleghi delle società scientifiche, delle sigle sindacali e della NPIA, si è lavorato per produrre un documento contenente un’analisi dettagliata della situazione assistenziale nell’età evolutiva, la definizione di obiettivi specifici e di proposte operative da concretizzare per affrontare questa congiuntura critica. Nel marzo di quest’anno a Bologna è stato realizzato un congresso ACP regionale cui hanno partecipato anche i dirigenti dell’Assessorato alla Sanità ed alle Politiche Sociali ed i componenti del Consiglio Direttivo nazionale che, per l’occasione, è stato ospitato nel capoluogo. Da circa un mese lo stesso Assessorato ha attivato un tavolo tecnico multiprofessionale sul tema della riorganizzazione dell’Area Pediatrica, in cui l’ACP Emilia-Romagna è presente, assieme ad altri rappresentanti della Pediatria territoriale e ospedaliera.
    Il Consiglio Direttivo nazionale si è impegnato nella discussione e nella stesura di una proposta di riordino del sistema assistenziale delle cure primarie e dei secondi e terzi livelli ospedalieri/universitari. Si è cercato di condividere questo progetto con la Società Italiana di Pediatria che aveva già avanzato una sua proposta dettagliata in merito. Il tentativo, pur lodevole, di realizzare un documento comune non ha avuto al momento risultati favorevoli, a causa di alcune divergenze sull’analisi politica del contesto assistenziale attuale e sulle ipotesi di modifica del sistema delle cure territoriali ed ospedaliere. Siamo quindi impegnati a definire una nostra proposta associativa da promuovere sui mass media e da presentare al Ministro. Come referenti regionali, all’interno dei nostri gruppi, dovremo discutere i principi ispiratori ed i contenuti di un nuovo documento programmatico che sarà poi proposto ed approvato durante il Congresso Nazionale di Torino.