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Quaderni acp - 2012; 19(5): 208-211
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Quaderni acp 2012_19(5)


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ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

Esiti a distanza della prematurità e frazione attribuibile di popolazione, ovvero ciò che non ci dicono il rischio relativo e l’odds ratio

”Alessandra Lisi” International Centre on Birth Defects and Prematurity, Roma

Long-term  outcomes  of  prematurity  and  population  attributable  fraction:  what relative risk and odds ratio don’t say
Aim of the study is to investigate long term outcomes of diseases associated with birth at less than 39 weeks gestation. Data comes from the Millennium Cohort Study, a longitudinal study on infants born in the United Kingdom between 2000 and 2002. The main outcome measures were: growth, hospital admissions, longstanding illness/di sa  -bility, wheezing/asthma, drug usage, and parental rating of their children’s health. A dose-response effect of prematurity has been found, with increasing risks of outcomes with a decrease of GA. However, the contribution to the global burden of disease at 3 and 5 years, calculated by the population attributable fraction (PAF), has been found higher for late preterms, for moderately preterm children and for early term babies
(37-38 weeks gestation) in respect to those born before 32 weeks. Nevertheless the contribution to the global burden of disease in the population as a whole is greater with the increase of GA.

Lo studio prende in esame gli esiti a distanza associati alla nascita a meno di 39 settimane di EG. I dati sono stati raccolti nel corso del Millennium Cohort Study, uno studio di coorte sui nati nel Regno Unito fra il 2000 e il 2002. Le variabili di esito erano:  accrescimento,  ricoveri  ospedalieri,  malattie/disabilità  croniche,  wheezing/asma, uso di farmaci e valutazione dello stato di salute da parte dei genitori. È stato riscontrato un effetto dose-risposta, con aumento del rischio di esiti al diminuire dell’EG. Il contributo al carico globale di malattia a 3 e a 5 anni, stimato con il calcolo della frazione attribuibile di popolazione, è risultato più alto nei pretermine tardivi, nei bambini moderatamente pretermine e in quelli di 37-38 settimane di EG che nei bambini nati a meno di 32 settimane. Nonostante il rischio di esiti sia tanto più elevato quanto più bassa è l’EG, il contributo al carico globale di malattia nella popolazione in totoè maggiore al crescere dell’EG.

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