ACP > Editoria > Quaderni ACP > Esperienze > L’utilizzo della CHAT (Checklist for Autism in Toddlers): un’esperienza di integrazione tra Neuropsichiatria Infantile e Pediatri di Libera Scelta
Quaderni acp - 2012; 19(2): 74-76
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Quaderni acp 2012_19(2)


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ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

L’utilizzo della CHAT (Checklist for Autism in Toddlers): un’esperienza di integrazione tra Neuropsichiatria Infantile e Pediatri di Libera Scelta

PHD SC Neuropsichiatria Infantile, Ivrea; Psicologa; Logopedista; Pediatri di Libera Scelta, Distretto 5 ASL TO4; Direttore di Struttura Semplice NPI, Ivrea, Direttore di Struttura Complessa NPI, Ivrea

Checklist for Autism in Toddlers (CHAT): a joint effort between the Neuropsychiatry
Service and Family Paediatricians

A  joint  effort  between  family  paediatricians  and  the  Paediatric  Neuropsychiatry
Service aimed at testing the CHAT as a screening tool for child development  pervasive disorders. The project was structured in three parts: training and supervision(2007-2009) – administration of the CHAT (2008-2009) –patient’s referral to the neuropsychiatry service and  feedback to the paediatricians (2008-2009). As expected,
about 70% of the children received  the CHAT; the medium age for referral to theNeuropsychiatry service was reduced; 3 children received a diagnosis and  follow upwithin 2 years of age. Training and supervision were carried on by the Neu ro psy chia  -try Service through “chalk and talk” lessons, clinical cases discussions and illustrative videos. The article underlines the collaboration between different professionals with different points of view.

Si vuole descrivere un’esperienza di collaborazione tra i Pediatri di Libera Scelta (PLS) e la Struttura Complessa (SC) di Neuropsichiatria Infantile (NPI). Il Progetto ha previsto la sperimentazione della scala CHAT come strumento di screening per i disturbi pervasivi dello sviluppo (DPS) e si è articolato in tre fasi: 1) formazione e supervisione  (2007-2008-2009);  2)  applicazione  della  scala  CHAT  (2008-2009); 3) invio del paziente alla SC di NPI e feedback diagnostico ai PLS (2008-2009). Gli obiettivi attesi e raggiunti sono stati: 1) applicazione al 70% dei bambini presi in carico, ossia circa 1600 schede compilate; 2) riduzione dell’età media di invio alla SC di
NPI con sospetto diagnostico (nel 2008 era di 2,8 anni), obiettivo raggiunto dal momento che in base al rischio individuato dalla CHAT sono stati possibili l’invio alla NPI, la diagnosi e la presa in carico di tre bambini con DPS entro i 2 anni di età. La formazione e la supervisione sono state effettuate dalla SC di NPI con lezioni frontali, discussione di casi clinici e visione di due video esemplificativi, che sono stati realizzati nell’ambito del Progetto. Nell’articolo si vuole evidenziare come i singoli attori, cioè pediatri, neuropsichiatra infantile e psicologo, abbiano collaborato ed elaborato l’esperienza dai loro diversi punti di vista.

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