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29 Giu 2012
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"QUEL CHE RESTA DEL MIO REGNO"

VIDEO DEI RAGAZZI DEGLI ISTITUTI PENALIPER RASSEGNA TEATRO IN CARCERE “DESTINI INCROCIATI”


(DIRE – Notiziario minori) Roma, 22 giu. – Probabilmente quando erano liberi non ne avevano mai sentito parlare. Oggi sanno tutto del Re Lear di Shakespeare. Sono i ragazzi degli istituti penali per minori di Palermo, Bologna e Milano, che hanno realizzato un video, “Quel che resta del mio regno”, presentato nell’ambito del festival del teatro in carcere “Destini incrociati”. Rassegna in corso nelle case circondariali di Sollicciano e Prato, al Teatro delle Arti di Lastra a Signa e al cinema Odeon di Firenze. “E’ un lavoro svolto su un testo classico importante, che sembrerebbe apparentemente distante dai ragazzi – spiega Claudio Collova’, regista ed autore teatrale dal 1997 impegnato all’interno del Carcere Minorile Malaspina di Palermo- In realta’ in quest’opera Shakespeare ci parla di conflitti familiari, delle tensioni che possono scaturire al suo interno e che spesso sono all’origine del disagio giovanile”.
“Quel che resta del mio regno” ha coinvolto 25 ragazzi nei laboratori teatrali solo al Carcere Malaspina “e tutti hanno acquisito molte competenze, entrando in contatto con la professionalita’ del lavoro artistico” sottolinea Collova’. In Italia i minori reclusi sono circa 500. Carenza di fondi e di personale mettono sempre a rischio la sopravvivenza di progetti di rieducazione, dentro e fuori dalle mura. “Alla fine di un laboratorio teatrale, dopo la rappresentazione dello spettacolo, i ragazzi devono quasi elaborare un lutto, perche’ perdono un loro riferimento, che fuori non troverannopiu'”.
A Palermo ci sono tanti spazi inutilizzati “che una buona amministrazione dovrebbe riqualificare anche pensando alle nuove generazioni -aggiunge il regista siciliano- Per alcuni di loro il teatro ha spalancato le porte ad una nuova vita, perche’ non offrire loro la possibilita’ di un futuro diverso?” A Milano i ragazzi del carcere minorile Cesare Beccaria hanno una chance in piu’. “Pur nella generale carenza di fondi, abbiamo ricevuto il sostegno, anche dal Comune, ai progetti-ponte con cui riusciamo ad accompagnare i ragazzi dopo la detenzione”, racconta Giuseppe Scutella’, direttore artistico dell’Associazione Punto Zero. E presto, proprio all’interno del carcere Beccaria prendera’ vita un vero e proprio Teatro. Come dire anche i sogni diventanorealta’.
(Wel/ Dire)

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