ACP > InformACP > Il Blog ACP > Se risparmiare significa chiudere le biblioteche scolastiche…
10 Giu 2012
stampa

Se risparmiare significa chiudere le biblioteche scolastiche…

Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda e, più di recente, il Commissario straordinario Enrico Bondi, neo-incaricato dal Presidente del Consiglio si stanno dedicando alla riduzione delle spese inutili nelle Pubbliche Amministrazioni. Fra quelle individuate con precisione chirurgica nel campo dell’istruzione rientrano le retribuzioni dei docenti, impossibilitati a svolgere attività d’insegnamento per gravi motivi di salute e utilizzati come bibliotecari, che si vorrebbe ora far transitare in Amministrazioni diverse da quella di appartenenza condannando a chiusura definitiva le biblioteche scolastiche, in applicazione di una legge emanata, in verità, nello scorso luglio. Alcuni mesi fa intellettuali e società civile si sono mobilitati in soccorso di istituzioni prestigiose come l’Accademia della Crusca e dei Lincei sventandone il pericolo di chiusura a causa della manovra finanziaria che minacciava di includerle fra gli enti inutili e dispendiosi. Agli Onorevoli Ministri Profumo e Giarda, ai Sottosegretari al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, ai decisori politici rivolgiamo l’appello a scongiurare simili danni. Firma la petizione

Risale all’anno scolastico 1998/99 uno straordinario piano di investimenti, voluto dall’allora Ministro Berlinguer, per l’allestimento di nuove biblioteche e lo sviluppo di quelle già esistenti, accompagnato da un programma di formazione per gli insegnanti realizzato con la collaborazione delle Università di Padova, Viterbo e Bari, al fine di far loro acquisire competenze in biblioteconomia e nella gestione delle biblioteche scolastiche. Nel corso degli anni ulteriori finanziamenti e progetti, anche sostenuti dall’AIE, hanno consentito alle scuole di attrezzare spazi dedicati alla lettura ed al libero accesso all’ informazione, di dotarsi di libri e prodotti multimediali da mettere a disposizione non solo degli studenti ma, specie nei piccoli centri privi di biblioteche comunali, dell’ intera comunità cittadina grazie anche all’operosità di insegnanti capaci di riconvertirsi professionalmente e di catalogare anche in forma automatizzata, suggerire letture, provvedere al prestito di testi diversi dai manuali di studio.

Tutto ciò, alla luce degli intendimenti espressi nei documenti pubblicati sul sito del Governo, sarebbe dunque ritenuto scriteriato ed inutili le persone che si dedicano a rendere le biblioteche centri vitali e propulsori di attività didattiche e di amore per la lettura. Alcuni mesi fa intellettuali e società civile si sono mobilitati in soccorso di istituzioni prestigiose come l’Accademia della Crusca e dei Lincei sventandone il pericolo di chiusura a causa della manovra finanziaria che minacciava di includerle fra gli enti inutili e dispendiosi.
A loro chiediamo oggi di aiutarci a sostenere le biblioteche scolastiche che svolgono una funzione sociale insostituibile all’interno di istituzioni unanimemente riconosciute come presìdi culturali forti e diffusi sul territorio. Uno spreco sarebbe piuttosto lasciare deperire l’importante patrimonio che abbiamo saputo conservare ed arricchire per renderlo disponibile alle prossime generazioni e fare di insegnanti motivati ed appassionati degli spenti impiegati. Un costo enorme in termini di perdita di memoria e cultura che il nostro Paese, con indici di lettura fra i più bassi tra quelli europei, non può permettersi.
Agli Onorevoli Ministri Profumo e Giarda, ai Sottosegretari al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, ai decisori politici rivolgiamo l’appello a scongiurare simili danni.
stampa

Nessun commento, vuoi essere il primo?