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01 Ott 2012
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AdV 2012-N10

Cari Amici,
questo numero di Appunti di Viaggio ha il gravoso compito di dare a tutti la notizia della scomparsa del professor Franco Panizon, poiché AdV è la newsletter dell’Associazione, e in qualche modo la sua voce, deve raccontare di lui che le ha dato vita, l’ha fatta crescere e l’ha plasmata, così come ha fatto con ciascuno di noi, che di lui abbiamo il ricordo comune di quanto ci ha insegnato negli anni, in aule colme e articoli scientifici, lettere e commenti e poi anche qualcosa che magari tocca una sfera più privata e personale.

Sul blog dell’ACP troverete il Comunicato Stampa. Molti di voi stanno lasciando messaggi, e vi invitiamo a continuare a farlo.
Appunti di Viaggio vi ripropone il suo Autoscatto, pubblicato nel maggio del 2010, in cui viene fuori un suo bel ritratto.

Poi il ricordo grato e affettuoso di Paolo Siani:
Nell’estate del 1979 giovane medico iscritto al 1 anno della scuola di specializzazione in pediatria a Napoli e volontario in ospedale già da alcuni anni trovai in libreria un volume edito da Longanesi dal titolo “Il bambino, l’ospedale e il Pediatra”, autori Panizon, Tamburlini, Ventura; andavo in vacanza in Sicilia e nel lungo viaggio in treno iniziai a leggere questo libro di 3 autori a me non ancora noti, e fui rapito dalla bellezza di quel testo.continua a leggere…

… e quello di Maria Francesca:
“Vorrei ricordarlo, nel modo che mi appare in questo momento appropriato.” continua a leggere…

Paolo Siani, Maria Francesca Siracusano

 

Autoscatto di Franco Panizon
Libero adattamento del gioco di Proust
a cura di Costantino Panza e Maria Francesca Siracusano

Franco Panison

Il tratto del tuo carattere che più apprezzi:
La fedeltà

Il tratto del tuo carattere che gli altri apprezzano:
La fiducia (negli altri)

La qualità che vorresti avere:
Un po’ di fede

La città in cui vorresti vivere:
Trieste

La materia di studio preferita:
Storia dell’arte

Se non avessi fatto il medico…
Guai

La rivista scientifica preferita:
Non più, non più. Ma sarebbe stata Lancet

Il tempo che dedichi allo studio:
Ahaha

L’argomento che più ti appassiona:
Sempre l’arte (pittura, pittura)

Il quadro che hai appeso davanti alla scrivania:
Una stampa del 1915; Cavalli da tiro

E quello che vorresti avere:
Il riposo nella fuga in Egitto, Caravaggio

Il libro più amato:
“La vita semplice”, di Wiechert; roba di anteguerra

Il libro che ti ha più influenzato:
“L’errore di Cartesio”, di Antonio Damasio

L’ultimo letto tutto d’un fiato:
Philip Dick “Chissà se gli androidi…”

Le poesie…
Non mi appassionano. Ho letto da poco un libro di poesie in prosa, Goffredo Parise.
Sillabari. Mi è piaciuto molto. Potrei aggiungere un poco di Saffo (già ce n’è poco a disposizione), un poco di Borges, un poco, anzi abbastanza, di Auden; poco poco di Dickinson; se rientra nelle regole, credo che anche Dante meriti una citazione.

Il viaggio più divertente:
Mi è accaduto di fare un giro del mondo; non credo che potrò dimenticarlo.
San Francisco, Haiti, Moorea, Pasqua, Perù, Cuzco, Macchu Picchu, un po’ di Foresta Amazzonica; per turisti ma pazienza.

E quello che vorresti fare:
Nessuno

Il museo preferito:
Uffizi

Film preferiti:
Blade runner, Master and commander. Pretty woman. Peter Pan e il capitano Uncino

La musica che ascolti più spesso:
Mozart

Cosa non ti sei mai perdonato:
Già ce ne ho. Non avere ascoltato abbastanza i miei figli. Inoltre, almeno un grave errore medico che mi perseguiterà fin che muoio.

Cosa ti perdoni facilmente:
Tante cose: un paio di bicchieri in più; qualche intemperanza verbale, molta approssimazione, spesso; un eccesso di sicurezza (che mi consente di vivere approssimativamente).

Una risata di cuore:
Ahaha

Un sogno non ancora realizzato:
Mah, se non l’ho realizzato, sarà difficile che lo possa realizzare adesso.

Il tuo motto è:
Tutto passa. Non so se è proprio il mio motto; ma un poco si.