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05 Dic 2012
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Ania, 1 mld risarcimenti l’anno per cause malasanita’

Roma, 29 nov. (Adnkronos Salute) – Costano caro alle assicurazioni le migliaia di denunce per presunta malasanità e le migliaia di richieste danni da parte dei pazienti. In un anno il costo complessivo dei risarcimenti in Italia – per accertate cause di malasanità – è superiore al miliardo di euro. E’ la fotografia scattata oggi a Roma nel corso di un convegno promosso dall’Ania. 

Nel corso dell’incontro è stato illustrato anche il quadro relativo al numero delle denunce a danno di medici e strutture sanitarie. 

Un fenomeno in costante crescita negli ultimi anni: 34.000 denunce nel 2010, di cui circa 21.000 nei confronti delle strutture; con un costo medio dei sinistri pari a 28.000 euro. 

Secondo gli esperti dell’Ania, in questo contesto il comparto assicurativo “assume un ruolo fondamentale a tutela del paziente e del medico o della struttura che lo ha avuto in cura. Attualmente sono 800.000 i professionisti della sanità e più di 25.000 le strutture sanitarie che potrebbero ottenere una copertura assicurativa”. Dai dati illustrati dall’Ania, la raccolta premi risulta in costante crescita (+8% negli ultimi 8 anni) con 500 milioni di euro nel 2010. 

“Tuttavia – secondo l’Associazione che riunisce le imprese assicuratrici – la mancanza di certezze dal punto di vista giurisprudenziale genera difficoltà nell’elaborazione delle stime dei costi e di conseguenza nel costo delle polizze. Nel 2010, ad esempio, per il pagamento dei sinistri, per ogni 100 euro di premio incassato il settore assicurativo ha versato quasi 160 euro”. La conseguenza di queste perdite è “l’inevitabile aumento dei costi delle polizze e l’adozione di più stringenti condizioni contrattuali per gli assicurati”. 

Aldo Minucci, presidente di Ania, ha quindi lanciato una serie di proposte: “La costituzione di organismi indipendenti che rilevino e analizzino gli errori medici; l’inserimento della figura del risk manager in tutte le strutture sanitarie; la formulazione di appropriati standard di comunicazione tra medico e paziente; la costituzione di fondi pubblici, che coprano le tipologie di rischio non assicurabili”.

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