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29 Gen 2013
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Il caso, troppi tagli, pediatra Milano offre servizi extra a tariffa

Milano, 7 gen. (Adnkronos Salute) – Il tariffario prevede 75 euro annue (a figlio) per poter chiamare al telefono il proprio pediatra di famiglia al di fuori degli orari di ambulatorio; 50 euro per un servizio di consultazione via email attivo h24. Ma ci sono anche sconti per chi volesse acquistare il ‘pacchetto combinato – telefono più email’ o i ‘forfait famiglia’ per le mamme con 2 figli (il prezzo è 150 euro) e per quelle che hanno da 3 bimbi in su (200 euro).
“Dal primo gennaio 2013 si cambia”……annuncia un medico di Milano, Alberto Pedone, ai genitori dei suoi piccoli pazienti. “La Regione Lombardia ci taglia lo stipendio, mi vedo costretto a mettere a pagamento alcuni servizi extra che fino al 31 dicembre dello scorso anno garantivo gratis ai miei assistiti”.
Il nuovo corso, spiega Pedone, prevede che “il servizio di reperibilità telefonica al di fuori degli orari previsti per l’attività di ambulatorio e il servizio di consulenza telematica saranno forniti solo previa sottoscrizione del servizio stesso. Sono esclusi dal pagamento i genitori di bambini con patologie invalidanti con specifica esenzione”. Il pediatra fornisce poi le “caratteristiche dei contratti”, spiegando che la reperibilità telefonica è attiva nei giorni feriali al di fuori degli orari di ambulatorio e nei giorni festivi e prefestivi dalle 10 alle 20, con sospensione in caso di partecipazioni a corsi e convegni o in periodi di malattia e ferie. Mentre il servizio di consultazione telematica è sempre attivo 24 ore su 24 con impegno alla risposta entro 24 ore dal ricevimento della richiesta (escluso i casi di “impossibilità a ottenere una connessione valida”). Gli interessati, conclude, riceveranno via email le coordinate per il bonifico.
La decisione di fornire servizi a tariffa libero professionale su richiesta, spiega Pedone all’Adnkronos Salute, è maturata “causa tagli apportati dalla Regione Lombardia ai fondi integrativi regionali che permettevano di fornire prestazioni gratuite per l’assistito. Prestazioni in parte mantenute grazie solo al sacrificio di alcune voci stipendiali dei pediatri di famiglia”. Così per riportare su lo stipendio il pediatra ha scelto di ricorrere all’offerta di servizi extra a pagamento.
“Lo scorso anno la Regione ci ha imposto un taglio netto di stipendio pari a circa 5 mila euro/1000 assistiti. Oggi assistiamo ad un ulteriore taglio di circa 4-5 mila euro oltre che alla rinuncia totale del progetto ‘governo clinico’ (circa 3.100 euro/1000 assistiti), totalmente riversato sul mantenimento gratuito di determinate prestazioni per l’assistito, ma non tutte in quanto la coperta è troppo corta”, spiega Pedone.
Il pediatra ha annunciato dunque ai genitori dei suoi piccoli pazienti che nel 2013 “sarà per esempio contingentata l’esecuzione della ricerca rapida dello SBEGA (Streptococco Beta Emolitico di gruppo A) per la diagnosi delle forme batteriche di faringotonsillite (sarà ‘fortunato’ il bambino che si ammalerà nei primi mesi dell’anno), non sarà più eseguita la scoliometria per la diagnosi di scoliosi in età evolutiva, non verrà più eseguito il BOEL, test utile per la valutazione delle capacità motorie ed acustiche ai 7 mesi di età, verranno posti dei tetti alla esecuzione delle altre forme di piccola diagnostica ambulatoriale. Tutto questo, ovviamente, porterà a un maggiore ricorso alle strutture di secondo livello, con maggiori costi per la comunità e disagio per il paziente”.
Le ultime novità che hanno toccato la pediatria lombarda non sono piaciute a diversi camici bianchi. Non solo per il 2013 le ‘Risorse aggiuntive regionali’ (che finanziano gli accordi integrativi con cui le Regioni ‘acquistano’ dai medici convenzionati prestazioni aggiuntive rispetto a quelle previste dagli accordi collettivi nazionali), sono state ridotte del 15% rispetto all’anno precedente. Si è anche deciso che le quote di queste risorse aggiuntive siano ripartite alle Asl in base al numero e all’età degli assistiti. “E ogni Asl, a livello aziendale, prende le sue decisioni su come far spendere il proprio ‘fondo’. Questa è un’esasperazione. In Lombardia ci troviamo ad avere più sanità aziendali. Così un servizio che in una città il pediatra fa a pagamento, per esempio il tampone orofaringeo, in quella accanto lo fa gratis”, attacca Pedone.
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