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29 Gen 2013
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Morbillo. La corsa all’eradicazione continua. Oms: "Buoni risultati, ma c’è ancora da fare"

I dati pubblicati sul Report Oms parlano di una diminuzione dei casi del 58% e delle morti del 71% dal 2000 al 2011. Ottimi risultati, ma alcune nazioni devono fare di più, anche in Europa. Solo in questo modo sarà possibile eliminare il morbillo da cinque delle sei regioni dell’Oms entro il 2020. Il REPORT.
 
19 GEN – Uno degli obiettivi della sanità globale è quello di eradicare definitivamente il morbillo a livello globale: un goal ambizioso, che secondo l’Oms va raggiunto in almeno cinque delle sei regioni geografiche in cui si divide l’intervento dell’organizzazione entro il 2020.
Ma anche un obiettivo che secondo gli esperti è possibile raggiungere, visto che il numero di casi è già diminuito dal 2000 al 2011 addirittura del 58%, passando da 853.500 a 355.000. Allo stesso modo il numero di decessi è sceso nello stesso periodo del 71% passando da 542 mila a 150 mila. Il merito di questi miglioramenti, riportati in dati diffusi dall’Oms proprio questa settimana all’interno del Morbidity and Mortality Weekly Report dei CDC, sono principalmente dovuti agli sforzi contro la patologia messi in atto da i paesi dell’America del Nord, Centrale e del Sud e della regione del Pacifico orientale (Cina, Australia ed Estremo oriente). Tuttavia, perché veramente si possa raggiungere l’ambizioso obiettivo, c’è bisogno nei prossimi anni di un contributo più importante anche dalle altre regioni del mondo.
In particolare, spiega l’Oms, è necessario che tutti i bambini del mondo possano avere accesso e dunque ricevere due richiami per il vaccino. Secondo le stime, la copertura globale della prima dose è salita dal 72% del 2000 all’84% del 2011, mentre il numero dei paesi che ha inserito la doppia dose nell’immunizzazione di routine è salito da 97 a 141 nello stesso periodo. In questo modo, a partire dal nuovo millennio e grazie all’Iniziativa su Morbillo e Rosolia dell’Oms circa un miliardo di bambini ha partecipato alla campagna di vaccinazione, di cui 225 milioni solo nel 2011.
Nonostante questi progressi incoraggianti, tuttavia, alcune popolazioni rimangono non correttamente protette. Secondo le stime sono ancora 20 milioni i bambini che nel 2011 non hanno fatto neanche il primo richiamo del vaccino, e circa la metà di questi si trovano in sole cinque nazioni: Congo, Etiopia, India, Nigeria e Pakistan. Anche per questo, nel corso del 2011 sono state colpite da epidemie della patologia. Altri focolai piuttosto grandi di contagio sono stati riscontrati anche in paesi europei, come Francia, Spagna e anche Italia.
Come si può immaginare, queste esplosioni di casi di morbillo mettono a duro rischio l’obiettivo di eradicazione, e dimostrano che ancora molti sforzi devono essere fatti a livello regionale perché i programmi di immunizzazione siano realmente efficaci. “Per ottenere progressi importanti nella lotta al morbillo, e per ridurre i decessi, bisogna irrigidire i protocolli dei sistemi sanitari”, spiega l’Oms. “Solo in questo modo è possibile fornire una vaccinazione corretta e la giusta sorveglianza della patologia per tutti i bambini nel mondo”. Allo stesso tempo, i focolai di contagio indicano che c’è bisogno di una campagna informativa per i genitori, che li convinca dei benefici associati alla vaccinazione e i rischi che comporta non farla.
Altro obiettivo da raggiungere, secondo il piano stilato dall’Iniziativa su Morbillo e Rosolia dell’Oms è quello di ridurre del 95% entro il 2015 le morti per morbillo a livello globale.
19 gennaio 2013
(QuotidianoSanità) © Riproduzione riservata
Allegato: http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato5654271.pdf
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