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21 Feb 2013
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Sanità: regione Toscana firma accordi con medici, al via Aft e Uccp (presto accordo con i pediatri)

Le realizzazione delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e delle Unita’ complesse di cure primarie (Uccp), l’estensione progressiva della Sanità di iniziativa e del Chronic Care Model, il contenimento delle liste di attesa. Sono gli aspetti salienti degli accordi firmati in questi giorni dall’assessore al diritto alla salute della Toscana con i rappresentanti dei medici: ieri con specialisti ambulatoriali, veterinari e altre professioni sanitarie ambulatoriali – biologi, psicologi, chimici – oggi pomeriggio con i medici di medicina generale.
I contratti nazionali – fa sapere una nota della Regione – prevedono che si possano effettuare accordi integrativi a livello regionale. Per ora la Toscana ha stipulato quelli con medici di famiglia e specialisti ambulatoriali convenzionati, mentre e’ in fase di definizione quello con i pediatri. Questi due accordi sono i primi in assoluto in tutta Italia stipulati a seguito delle legge Balduzzi sulle cure primarie.
Entro il 31 marzo, ogni Asl stipulerà l’accordo integrativo aziendale. I due accordi si inseriscono nel progetto di riorganizzazione del sistema sanitario toscano avviato con la delibera di fine anno. Pochi giorni fa la giunta ha stanziato 20 milioni da destinare alle aziende sanitarie per attuare la riorganizzazione. Ora, i due accordi prevedono le iniziative specifiche da attuare sul territorio.
Entrambi gli accordi siglati parlano di Aft e Uccp, le colonne portanti dell’organizzazione della Sanità sul territorio. La delibera di riorganizzazione del sistema sanitario toscano varata lo scorso 28 dicembre affida un ruolo fondamentale all’assistenza sul territorio: per essere piu’ vicini alla salute dei cittadini e anche per evitare i ricoveri impropri in ospedale. Il territorio – si dice nella parte introduttiva dell’accordo integrativo regionale con i medici di famiglia – deve essere messo in grado di “operare aumentando la sua capacita’ di intercettare, prendere in carico e dare risposta ai bisogni assistenziali dei cittadini”.


Per approfondire: 
La riforma delle cure primarie in Toscana. Un modello da seguire?

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