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14 Mag 2013
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Conferenza stampa: “Aprile mese della prevenzione dei difetti congeniti e della prematurità”

COMUNICATO STAMPA

Al via il mese della prevenzione dei difetti congeniti e della prematurità

Roma, 27 marzo 2013: ICBD – Alessandra Lisi International Centre on Birth Defects and Prematurity – Centro Collaborativo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha presentato a Roma in mattinata il mese della prevenzione dei difetti congeniti e della prematurità per accendere i riflettori sulla salute riproduttiva e preconcezionale attraverso una serie di iniziative informative e l’invito a visitare il sito www.primadellagravidanza.it.

Ha aperto i lavori Davide Cavazza, Unicef, che ha evidenziato la necessità di fare rete tra le istituzioni che si occupano della salute dei bambini: “Oggi siamo sempre più consapevoli di quanto si deve fare per azzerare la mortalità infantile e migliorare le condizioni di vita dei bambini in ogni angolo della Terra. Ma non è possibile demandare tutto all’Onu: ognuno deve fare la sua parte, promuovendo azioni concrete dall’informazione alle iniziative sul campo. Unicef Italia è ben felice di sostenere la campagna ICBD di prevenzione degli esiti avversi in gravidanza per far nascere sempre più bambini in piena salute”.

Il prof. Pierpaolo Mastroiacovo, direttore ICBD, ha sottolineato nel suo intervento le azioni da mettere in campo per diffondere il messaggio della campagna che durerà tutto il mese di aprile con incontri informativi in tutta la penisola: “Ogni cittadino ha il diritto di essere informato sulle nuove conoscenze scientifiche che ogni giorno si raggiungono, con piccolissimi e impercettibili passi, e che incidono sull’esistenza di noi tutti”. E, a proposito della campagna di comunicazione: “Diamoci tutti da fare, ciascuno nel proprio ambito, per divulgare con testardaggine alcune regole di salute che possono contribuire a far nascere più bambini sani nelle prossime generazioni e con un bagaglio di salute più robusto”. In quest’occasione sono presentati i primi risultati di uno studio, coordinato da ICBD, e realizzato in sette ospedali del nostro Paese sui fattori di rischio preconcezionale nelle neo mamme: il 41% è over 35, il 58% non ha effettuato indagini preliminari e solo il 28% assumeva acido folico prima della gravidanza, ma il 65% ha programmato la maternità (si veda cartella stampa allegata).

Una prevenzione che deve essere fatta anche in ospedale come ha spiegato il prof. Vincenzo Scotto di Palumbo, direttore U.O. Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale S. Spirito di Roma, “La nostra esperienza tra il 2011 e il 2013, in piena aderenza alle linee guida ICBD, con la costituzione di un ambulatorio preconcezionale tra i primi in Italia, ha visto l’inserimento dell’Ambulatorio nel percorso nascita. Con un grande punto di forza è una struttura pubblica, completamente gratuita”. Non è un percorso semplice,  ma necessario perché l’ospedale sia un ponte tra territorio e cittadino “Vi sono difficoltà da superare tra cui la diffusione del progetto di promozione della salute prima della gravidanza, occorre comunicare la novità dell’ambulatorio, concentrando l’attenzione della popolazione sulla prevenzione primaria degli esiti avversi della riproduzione”. Vi sono azioni immediate da portare avanti, a costi davvero minimi: “In questi due anni abbiamo collaborato alla realizzazione di un modello informatico del questionario e del colloquio. In futuro la nostra azienda sanitaria potrebbe realizzare la consulenza online rispettando le normative richieste a un’azienda pubblica”.

Ha chiuso la mattinata, la relazione di Alberto A. Tozzi, Pediatra dell’UO Epidemiologia del Bambin Gesù di Roma: “Non si dice mai abbastanza che con l’arrivo di internet, con la diffusione dei social network, il rapporto dei pazienti con le patologie, ma ancor prima con le misure di prevenzione, è cambiato. Oggi il paziente è informato: dal 60 all’80% delle donne in età fertile ha acceso a internet e arriva dal medico con le idee molto più chiare rispetto agli anni passati”. E prosegue spiegando che: “Nel campo della prevenzione in epoca preconcezionale, la probabilità di un incontro tra medico e paziente non è elevata, dato che la raccomandazione di effettuare una visita medica in epoca preconcezionale è ancora scarsamente seguita. Il ruolo dell’unità operativa Malattie multifattoriali e fenotipi complessi dell’Ospedale Bambino Gesù, è monitorare attraverso Internet le esigenze informative delle donne che pianificano una gravidanza e offrire loro, attraverso lo stesso canale, raccomandazioni personalizzate. A breve, saremo in grado di elaborare un vero sistema di sorveglianza epidemiologica e una piattaforma web dedicata alle donne che pianificano una gravidanza attraverso la quale queste ultime potranno ottenere informazioni personalizzate secondo il proprio profilo di rischio”.

 

Per informazioni:

ufficio stampa

Lucilla Vazza – cell. 393 9484809
ufficiostampa@primadellagravidanza.it

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Tel 06 3701905 – Fax 06 3701904
icbd@icbd.org

 

Visita il sito: www.primadellagravidanza.it

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