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01 Mag 2013
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Note Piano Nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita

Di Luisella Grandori 

Che cos’è
Il 13 novembre 2003 la Conferenza Stato Regioni, ha approvato l’attuazione del Piano Nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita. (File PDF) [Salva]
Il Piano, predisposto da operatori della Sanità Pubblica delle regioni in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute, si è avvalso anche del prezioso contributo di Universitari, Epidemiologi e Pediatri di libera scelta, convocati ad una Consensus Conference nel 2002. Il documento prevede una serie di azioni cadenzate nel tempo per ottenere anche in Italia l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita.
Gli obiettivi del Piano nascono dall’individuazione delle priorità in ambito di prevenzione delle malattie infettive nel nostro paese che coincidono con quanto indicato dall’O.M.S. per tutta la Regione Europa: eliminazione del morbillo entro il 2007 e della rosolia congenita entro il 2010. Una delle azioni più rilevanti per il raggiungimento degli obiettivi, oltre alla vaccinazione dei suscettibili nelle varie fasce di età indicate dal Piano, è la sorveglianza delle due malattie che richiede l’azione coordinata di diversi soggetti (Ospedalieri, Pediatri di libera scelta, Medici di medicina generale, operatori degli Uffici di sorveglianza delle malattie infettive delle ASL, delle Regioni, del Ministero e dell’ISS).

Perché
La copertura vaccinale contro il morbillo non risulta ottimale in tutti i 51 Paesi che fanno parte della Regione Europa OMS. Anche in anni recenti sono state registrate epidemie in Irlanda, Gran Bretagna, Olanda, Lituania e Italia. Nei primi tre Stati, erano collegate alla diminuita adesione alla vaccinazione in alcune aree limitate, per effetto di movimenti di obiezione. Nel nostro Paese invece la grave epidemia del 2002-2003, era collegata alla mancata attuazione delle indicazioni nazionali di prevenzione del morbillo (1979) da parte di alcune Regioni.
La copertura vaccinale media italiana contro il morbillo nei bambini di 24 mesi, appare la più bassa d’Europa. Dal 56% del 1998 è passata al 77% nel 2003 (dati del Rapporto ICONA 1998 e 2003), valore ancora molto lontano dal 95% in grado di impedire la circolazione del virus. Paesi come l’Uzbekistan hanno raggiunto questo traguardo nel 1998 per arrivare al 99% nel 2001.
Anche la prevenzione della rosolia congenita, ad eccezione della Finlandia dove è stata eliminata dal 1999, rappresenta un importante problema di salute pubblica in gran parte d’Europa. La sorveglianza appare inadeguata in molti paesi. La strategia vaccinale finora messa in atto rischia di provocare, nel tempo, uno spostamento dell’età in cui si contrae la rosolia, andando a colpire proprio le donne in età fertile.
Le poche informazioni disponibili in Italia, dimostrano che la rosolia congenita è ancora presente, la sorveglianza è molto carente e mancano informazioni sullo stato immunitario della popolazione femminile in età feconda.
Un ulteriore problema, e di non facile soluzione, è costituito dalle donne immigrate da paesi economicamente svantaggiati dove la strategia vaccinale prevede l’utilizzato del vaccino contro il solo morbillo invece del trivalente antimorbillo-parotite-rosolia, esponendole quindi a maggior rischio di rosolia in età fertile, come testimoniano recenti segnalazioni di letteratura.

Sintesi delle azioni previste dal Piano
Le principali azioni previste dal Piano sono:

  • Il miglioramento della registrazione delle vaccinazioni e del calcolo delle coperture vaccinali;
  • il graduale aumento delle coperture vaccinali per morbillo-parotite-rosolia nel secondo anno di vita fino a raggiungere il 95% e la somministrazione diffusa di una seconda dose a 5-6 anni almeno a partire dalla coorte di nascita 2002;
  • il recupero dei suscettibili al morbillo fino all’età adolescenziale e la loro vaccinazione con MPR anche attraverso l’effettuazione di una campagna vaccinale straordinaria nazionale negli anni scolastici 2003-2004 (scuole elementari) e 2004-2005 (scuole medie);
  • il recupero delle donne in età fertile suscettibili alla rosolia e la loro vaccinazione;
  • il miglioramento dei sistemi di sorveglianza di entrambe le malattie, fino alla conferma sierologica della diagnosi (l’O.M.S prevede la standardizzazione dei metodi di laboratorio per tutti gli stati della Regione Europa);
  • l’azione sinergica di tutte le componenti dell’assistenza sanitaria e sociale variamente coinvolte (ospedale, territorio, pediatri, ginecologi, ostetriche, scuole, volontariato, ecc.);
  • la predisposizione di materiale informativo e la diffusione di messaggi promozionali attraverso i mezzi di comunicazione;
  • il miglioramento del sistema di sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini e l’identificazione di una commissione nazionale per la loro valutazione;
  • un coordinamento nazionale che garantisca un’azione di indirizzo e sostegno a tutte le regioni;


Gli “effetti collaterali” del Piano
Questo progetto, oltre a perseguire obiettivi condivisibili per la salute infantile e di tutta la popolazione, rappresenta un’opportunità preziosa per risalire dalla situazione gravemente problematica in cui si trova il nostro paese riguardo alla prevenzione vaccinale. Produce infatti un effetto di trascinamento nel miglioramento di tutte le attività collegate (sorveglianza delle malattie, delle reazioni avverse ai vaccini, sistema di registrazione delle vaccinazioni e delle coperture vaccinali) che, a parte qualche realtà isolata, versa in condizioni preoccupanti.