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14 Mag 2013
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Staminali: l’esperta, decreto inaccettabile, si rischia fine medicina

staminaliMilano, 22 mar. (Adnkronos Salute) – “E’ inaccettabile quello che sta succedendo” in Italia sul fronte della ricerca, con le ultime decisioni che coinvolgono il caso Stamina. “Accettarlo significherebbe restare passivi davanti alla fine della medicina, che sembra sia stata sostituita dall’alchimia”. Non ci sta Elena Cattaneo, direttore del Centro ricerca staminali dell’università degli Studi di Milano, una delle scienziate che nei giorni scorsi ha scritto al ministro della Salute Renato Balduzzi, chiedendo che vengano rispettate le regole della medicina basata sulle evidenze. Regole che, dopo il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri, secondo Cattaneo “sono state stravolte”.

“Non capisco cosa possa avere indotto a un atto così grave – afferma la scienziata all’Adnkronos Salute – che potrebbe avere implicazioni spaventose e mina i principi della medicina, stravolgendo quanto le agenzie regolatorie internazionali hanno stabilito e che anche l’Italia ha accettato. E cioè che per l’impiego clinico delle staminali siano necessari precisi requisiti: evidenza, efficacia, riproducibilità, produzione in strutture autorizzate. Il provvedimento annunciato “crea un precedente pericolosissimo” e “in tutto questo ci tengo a puntualizzare che i genitori dei bambini coinvolti non c’entrano nulla”.

“Con questa decisione – incalza Cattaneo – è come se il ministero ‘smentisse’ la credibilità dei suoi stessi organi tecnici, e delle regole che erano state fissate per salvaguardare innanzitutto i pazienti. Come può succedere tutto questo? Sembra un incubo, invece è realtà”.

La scienziata osserva: “Il compito del ministero è garantire il rispetto della dignità della malattia. La speranza è una cosa seria, non può essere barattata con l’inganno”.

Non è tutto. “Un’altra cosa devastante è pensare che, per star dietro a questa vicenda, si investono tempo e risorse, si paralizza il lavoro di tanti medici e ricercatori. Gli ospedali soffrono, non hanno fondi, e così sono costretti a fare cose prive di razionale scientifico. Perché fra l’altro, non si capisce come le cellule mesenchimali, che nascono per fare scheletro, possano essere utilizzate contro patologie neurologiche”. Lo “sconcerto”, insomma, è tanto però “non possiamo mollare. Bisogna fare qualcosa per ribaltare la situazione. Ciascuno di noi ha il dovere di ricordare con fermezza cosa sono la scienza e la medicina. Hanno bisogno di prove, come si fa a non capirlo?”.

Cattaneo non nasconde il timore che, dall’Italia, la polemica possa rimbalzare sulla stampa internazionale “sulle prime pagine scientifiche. E allora – avverte – rischiamo di ritrovarci con titoli tipo ‘L’Italia rinnega la medicina’, o ‘Olio di serpente come terapia di Stato’. Non possiamo permetterlo”.

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