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25 Giu 2013
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Aieop: sempre più successi in Italia contro i tumori infantili

1525R-14185Su 10 bambini, 8 ce la fanno: la lotta ai tumori infantili diventa sempre più vittoriosa, e nel 40% dei casi la sopravvivenza è più che raddoppiata, passando dal 30 all’80%. Sono alcuni dei dati comunicati a Roma, nel corso del 38mo Congresso nazionale dell’Aieop (Associazione italiana ematologia oncologia pediatrica), presieduto da Franco Locatelli, direttore del dipartimento di Onco-ematologia pediatrica del Bambino Gesù. Dall’evento sono scaturiti altri numeri: ogni anno nel nostro Paese 1 bambino su 413, di età < 15 anni, sviluppa una forma tumorale; il numero di casi atteso ogni anno si attesta a 1.496 nella fascia d’età com presa tra 0 e 14 anni, ai quali devono essere aggiunti 835 nuovi casi in ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Ulteriori informazioni emerse dal convegno: la neoplasia che si presenta con maggiore frequenza è la leucemia linfoblastica acuta, seguono i tumori del sistema nervoso centrale; negli ultimi anni la distribuzione dei Centri Aieop si è sviluppata in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, anche se al Nord mostrano una maggiore concentrazione rispetto al Centrosud; ancora oggi l’Italia è meta preferenziale per pazienti con diagnosi posta in altri Paesi europei, sia all’interno che all’esterno della Ce, così come per pazienti che giungono da America Latina, Africa e Asia, grazie anche – è stato sottolineato – alla possibilità di offrire trattamenti altamente specializzati, come il trapianto di cellule staminali emopoietiche tra autologhi e allogenici; tale procedura, altamente complessa, è stata effettuata nel 2012 in 600 casi, una cifra tra le più alte raggiunte.

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C' é 1 commento:

  1. Laura reali - 09 Lug 2013 10:35 AM

    Il problema grosso oggi è la qualità della vita dei bambini, non solo durante la terapia oncologica, in genere lunga e pesante, ma soprattutto dei bambini che guariscono dal cancro.
    Si tratta di aiutare e sostenere quegli 8 su 10 che ce la fanno, talvolta al prezzo di menomazioni fisiche (tumori delle ossa) o mentali (tumori cerebrali), che spesso sono altamente invalidanti.
    Noi pediatri forse abbiamo qualche formazione in materia, ma il passaggio all’età adulta e al medico degli adulti è problematico, perché non sanno come seguirli.
    Vi è capitato? Avete esperienze diverse dalla mia?