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03 Giu 2013
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Cittadinanza e salute: due diritti in uno


Farmaci e immigrati
Ius sanguinis o ius soli? Con la nomina della ministra Cecile Kyenge si è riaperta la battaglia per riconoscere ai bambini nati in Italia da genitori stranieri il diritto di essere italiani. “Essere riconosciuti come cittadini vuol dire avere garantiti, oltre ai diritti civili, anche i diritti politici e sociali e promuovere il processo di integrazione dei giovani e delle loro famiglie”, aveva commentato Maria Rosa Sisto, pediatra di famiglia. E vuol dire aver garantito anche il diritto alla salute. In più, le migrazioni offrono l’opportunità di aggiornare le agende dei servizi sanitari per un’assistenza efficace ed equa, senza confini.
Proprio in questa direzione, spiega Michele Gangemi Past President dell’ACP, si è mosso il rapporto Farmaci e Immigrati, che ha voluto analizzare l’uso dei farmaci nella popolazione immigrata, esaminando il profilo prescrittivo anche nella popolazione pediatrica. Pubblicato su Va’ Pensiero n° 569.

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