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03 Giu 2013
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Pediatria: Unicef, 1 bambino su 5 non ancora vaccinato e rischia la vita

Le vaccinazioni hanno anche costi molto contenuti. Tuttavia nel 2011 ben 22,4 milioni di bambini non sono stati vaccinati, un milione in più rispetto all’anno precedente

Roma, 22 apr. (Adnkronos Salute) – Un milione e mezzo di bambini nel 2011 non sarebbero morti se fossero stati vaccinati. Lo sottolinea l’Unicef in occasione dell’inizio della Settimana mondiale delle vaccinazioni. “Un bambino su cinque non ha ancora ricevuto vaccini salvavita per motivi di esclusione sociale e geografica, mancanza di risorse, sistemi sanitari deboli o a causa di conflitti, così come sta succedendo ai bambini della Siria o di alcune zone dell’Africa occidentale. Ogni bambino nel mondo ha bisogno di essere vaccinato per proteggere al meglio la sua salute, e i vaccini salvano la vita di 2-3 milioni di bambini ogni anno, rappresentando uno dei più grandi risultati nella salute pubblica dell’ultimo secolo, secondo l’Us Centers for Disease Control and Prevention”, ricorda l’Unicef.

“Le vaccinazioni hanno anche costi molto contenuti. Tuttavia nel 2011 ben 22,4 milioni di bambini non sono stati vaccinati, un milione in più rispetto all’anno precedente. L’Unicef è preoccupato che l’impegno globale per vaccinare ogni bambino rallenti per mancanza di fondi e che la volontà politica ristagni. Nel 2011, solo 152 su 193 Stati membri dell’Oms hanno destinato voci di bilancio alle vaccinazioni. Le disuguaglianze persistono all’interno e tra i paesi. I bambini delle famiglie più ricche hanno maggior accesso a migliori servizi per la salute in determinati Paesi, e godono di tassi di copertura vaccinale più alti. A meno che le disparità non vengano affrontate, ogni ‘ultimo bambino’ non potrà esser vaccinato, ha dichiarato l’Unicef”.

Allo stesso tempo, investimenti in vaccinazioni di routine come parte di sistemi sanitari migliorati si tradurranno in benefici per tutti i bambini, riducendo ulteriormente le disuguaglianze. Per fare questo, i governi devono provvedere a sufficienti investimenti e le innovazioni dovrebbero essere incoraggiate, così come per la recente introduzione dei vaccini contro polmonite e diarrea. Ancor più importante, un fermo supporto politico è necessario per estendere i benefici dei vaccini ai bambini delle famiglie più povere e che vivono nelle comunità più remote. “Malattie mortali come polio, tetano e morbillo possono essere facilmente prevenute con vaccini poco costosi: per vaccinare un bambino contro la polio bastano solo 33 centesimi, un vaccino contro il morbillo costa appena 17 centesimi. Chiediamo a tutti di sostenere con una donazione le nostre campagne di vaccinazione e di destinare il 5xmille della dichiarazione dei redditi all’Unicef: trasformeremo il vostro 5xmille in vaccini e altri interventi salvavita. Aiutateci a salvare la vita di tanti bambini”, aggiunge il presidente dell’Unicef Italia Giacomo Guerrera.

Il prossimo 24 aprile partirà la Settimana mondiale delle vaccinazioni, un’iniziativa globale, celebrata ogni anno per promuovere l’uso dei vaccini salva vita, uno degli strumenti più potenti al mondo per proteggere i bambini dalle malattie killer. Durante la Settimana verranno: promosse campagne di vaccinazioni per i rifugiati del Mali, fuggiti a causa del conflitto e per le comunità che li ospitano in Mauritania. I bambini riceveranno vaccini contro morbillo, poliomielite, difterite, pertosse e tetano.

Introdotti nuovi vaccini in Uganda, Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Zambia, Angola e Haiti. Proiettati durante la notte film sulle vaccinazioni nelle comunità rurali in Liberia. Verrà, inoltre, lanciata una campagna Sms in Malawi per incoraggiare i genitori a vaccinare i propri figli, verrà promossa una ‘Giornata aperta sul campo’ in Gambia, in cui gli operatori sanitari saranno impiegati nelle comunità sulle vaccinazioni con gare a quiz, premi e proiezione di film durante la notte nelle comunità rurali.

L’Unicef fornisce vaccini per il 36% dei bambini del mondo: nel 2012 ha procurato 1,9 miliardi di dosi di vaccini ed oltre 500 milioni di siringhe. L’agenzia è è il più grande acquirente di vaccini al mondo e lavora per portare il prezzo dei vaccini a livelli sostenibili per i paesi a basso e medio reddito.

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Ci sono 2 commenti:

  1. Rosario Cavallo - 03 Giu 2013 11:26 AM

    Nel corso della settimana delle vaccinazioni, numerose sono state le prese di posizione in merito alla situazione vaccinale su scala planetaria. Tra le altre merita di essere citata quella ribadita dalla Unicef:
    Siamo d’accordo in generale su tutto, ma alcuni passaggi sembrano piuttosto prese di posizione ideologiche difficili da condividere.
    Per prima cosa ci sembra eccessiva la considerazione data a uno strumento che è tanto evidentemente efficace e prezioso da non necessitare di commenti iperbolici; purtroppo in un mondo in cui centinaia di milioni di bambini soffrono la fame e non hanno accesso ad acqua corrente, alle più elementari misure igieniche, alla istruzione, ai servizi sanitari, probabilmente in molti casi non avrebbero una sopravvivenza garantita neanche avendo accesso a certe vaccinazioni.
    Non possiamo dimenticare che la prima causa di morte infantile resta la povertà e che la lotta alle diseguaglianze dovrebbe essere un impegno veramente prioritario (come in effetti sottolineato anche dalla Unicef).
    In particolare va sottolineata una dichiarazione: Per fare questo, i governi devono provvedere a sufficienti investimenti e le innovazioni dovrebbero essere incoraggiate, cosi’ come per la recente introduzione dei vaccini contro polmonite e diarrea.
    Si fa evidentemente riferimento ai vaccini antipneumococco e antirotavirus; ritengo che non si possano mettere sullo stesso piano degli altri vaccini considerati in seguito, come l’antipolio, l’antitetano e l’antimorbillo, sia per un effetto protettivo tutto da dimostrare (come nel caso del PCV, che nella sua versione 7 valente avrebbe dovuto evitare milioni di morti per polmonite e che invece ha visto rapidamente rendere evanescente il suo affetto a causa di un massiccio rimpiazzo dei ceppi patogeni con ceppi anche più virulenti non contenuti nel PCV7) sia per una difficile sostenibilità dei costi come nel caso dell’antirotavirus.
    Sembra quindi opportuno il richiamo della attenzione “del mondo” sui bisogni dei bambini e su quelli dei bambini poveri in particolare così come la richiesta di garantire a tutti i bambini del mondo l’accesso a uno strumento prezioso come quello vaccinale; altrettanto opportuno però è ricordare che è proprio la povertà del bambino e della famiglia il problema principale da porsi e che solo interventi miranti alla sua riduzione potranno garantire salute e benessere.
    Tutti gli interventi dovranno quindi garantire di essere quelli che, al minor costo possibile, assicurano pragmaticamente il miglior rendimento di salute possibile. Uno degli interventi col miglior profilo da questo punto di vista è per esempio garantire l’accesso scolastico alle bambine, che saranno le future mamme; forse una valutazione di interventi di questo tipo potrebbe risultare competitiva rispetto ai vaccini di costo maggiore.

  2. Marco - 03 Giu 2013 1:04 PM

    Oggi sul un sito curato da alcuni ragazzi che conosco è stata pubblicata un’intervista molto interessante sul tema delle vaccinazioni. Ve la segnalo:

    http://laclessidra.net/scienza/109-un-giro-di-clessidra-con-massimo-valsecchi#!/ccomment-comment=22

    Sono rimasto assai colpito da tutti i commenti contro i “vaccini” a pie’ dell’articolo. Mi sembra proprio che ci sia una profonda disinformazione in materia alla luce soprattutto di quanto accade in paesi meno fortunati del nostro.