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03 Giu 2013
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SANITA’: PEDIATRI, NUOVE REGOLE SU CERTIFICATI BOMBA PRONTA A SCOPPIARE

IN LISTA ATTIVITA’ CHE LO RICHIEDONO O NO, CITATI ANCHE GIOCHI DA TAVOLO E GRUPPI CAMMINO

Milano, 24 mag. (Adnkronos Salute) – Una “bomba sta per scoppiare”: Quella dei certificati per l’attivita’ sportiva non agonistica e amatoriale. Parola di pediatri. I camici bianchi dei bimbi, su una rivista curata dalla categoria (Uppa – Un pediatra per amico), lanciano l’allarme sulle nuove regole contenute nella ‘Disciplina della certificazione dell’attivita’ sportiva non agonistica e amatoriale’, entrata in vigore in questi giorni (ma varata dall’ex ministro della Salute Renato Balduzzi). Secondo loro “avra’ conseguenze dirette sulle famiglie con figli che fanno sport.
Per effetto di questa nuova norma diventa infatti piu’ complicato, e piu’ costoso, ottenere il certificato medico di idoneita’ all’attivita’ sportiva non agonistica, che fino ad oggi veniva semplicemente rilasciato dal medico curante che conosceva il paziente”.
Gli esperti segnalano che “la nuova disciplina non solo non elimina questa pratica inutile, ma rende la faccenda ancora piu’ complicata. Il nuovo regolamento, senza neppure sospettare di cadere nel ridicolo, si premura di elencare tutta una serie di attivita’ sportive, distinguendo fra quelle che si possono fare senza certificato e quelle che invece il certificato lo vogliono, e lo vogliono anche doppio. Fra quelle ‘libere’ il ministro elenca le bocce, il biliardo, il golf, la pesca, la caccia, la ginnastica per anziani, il ballo”. Si entra nel dettaglio al punto da specificare che non serve il certificato per i ‘gruppi cammino’ e per i giochi da tavolo. “Ci mancava anche il certificato medico per giocare a Monopoli”, ironizzano i camici bianchi. Chi “svolge attivita’ fisico-sportiva organizzata dalle scuole, i partecipanti ai giochi sportivi studenteschi e le persone che non siano considerati atleti agonisti, devono sottoporsi a un controllo medico annuale effettuato da un medico. La visita dovra’ prevedere la misurazione della pressione arteriosa e un elettrocardiogramma”.
I problemi legati alle nuove regole secondo i pediatri cominceranno ad avvertirsi dopo l’estate quando “a settembre la maggior parte dei bambini verra’ iscritta a una o piu’ attivita’ sportive”. Sara’ allora, avvertono, “che la bomba scoppiera’: ciascuna struttura vorra’ il suo bravo certificato e il suo indispensabile elettrocardiogramma. E chi li fara’ tutti questi elettrocardiogrammi?
Chissa’ che liste d’attesa negli ambulatori, per il concentrarsi in pochi giorni di centinaia di migliaia (se non addirittura milioni) di richieste. E quanto denaro il nostro gia’ esangue Servizio sanitario sara’ costretto a sprecare, a meno che le famiglie non decidano di sobbarcarsi un’ulteriore spesa, facendo ‘tutto a pagamento’. Insomma un ulteriore, inutile, balzello”.

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C' é 1 commento:

  1. gianm - 26 Ago 2013 2:32 PM

    Come perdere l’occasione di rendere sicuro per tutti lo sport amtoriale .
    Con questo emendamento si affossa una concreta possibilità di
    attivare, in una età sensibile quale quella evolutiva, una prevenzione precoce delle patologie cardiovascolari e non
    solo. Purtroppo la miopia o meglio la cecità del “fare” le cose senza
    una visione razionale degli aspetti preventivi ha fatto morire la sia
    pur brevissima vita dell’obbligo del certificato proposto da Balduzzi che aveva
    infatti previsto una organica , moderna e strutturata visione su come
    fare e cosa fare.
    Ai proponenti l’ememdamento è sfuggito, per colpa o dolo, un particolare
    fondamentale che avrebbe assimilato gli effetti della prevenzione del
    Decreto Balduzzi con quelli ottenuti dalla normativa sulla
    certificazione agonistica: una riduzione delle morti improvvise da
    sport e da esercizio fisico grazie al semplice elettrocardiogramma e
    agli accertamenti fatti da personale specialistico.

    Questo “governo” avrà sulla coscienza tante persone che si sarebbero
    potute salvare.

    Non si può esultare quando si mette a rischio la prevenzione primaria sui nostri ragazzi. La proposta dell’ex Ministro della Salute Balduzzi era organica e strutturata in modo tale che si sapeva cosa fare e chi lo doveva fare. Una strutturazione articolata pensando agli indubbi vantaggi che una modica spesa avrebbe perseguito a favore sia dei singoli che della comunità. Vorrei capire perché vi siete battuti per eliminare una possibilità di sopravvivenza verso chi ignora la presenza di anomalie cardiache silenti e svelabili invece con la visita e l’elettrocardiogramma. Non credo che sia il costo ad avervi spinto a abolire la neonata normativa. Forse è sfuggito che anche la letteratura definisce che non basta più la sola “conoscenza” del ragazzo e della sua famiglia ma è opportuno inserire l’elettrocardiogramma.
    L’Italia è sempre stata all’avanguardia sulla tutela sanitaria delle attività fisiche e sportive e le varie Società Scientifiche avvallano tale primato
    Se si pensa che anche gli Stati Uniti stanno rivedendo la loro organizzazione sanitaria nei confronti di chi fa sport ( e se non lo sapete informatevi) proponendo oltre alla visita anche un elettrocardiogramma da fare prima di praticare attività fisica, si intuisce quale enorme danno è stato provocato e quanti casi di morti improvvise sa sport ed esercizio fisico saranno addebitate a questo malsano emendamento del “ fare”.
    Un fare lontano dai reali interessi di chi vuole praticare lo sport “ ludico o amatoriale” in sicurezza che ha tolto una opportunità determinante per la salute e per la prevenzione.
    Chi andrà in palestra o in piscina lo farà a suo rischio e pericolo.
    Probabilmente è sfuggito che il certificato per lo sport non agonistico NON è il certificato per la frequenza di palestre o piscine. Sarebbe opportuna una adeguata informazione.Ora chi vorrà frequentare le palestre lo farà a suo rischio e pericolo.
    Nessuno sospetta che bambini apparentemente sani possano avere una canalopatia a rischio di morte improvvisa! Nessuno sospetta che un ragazzo di 17 anni vigoroso e atletico possa avere una cardiopatia ipertrofica!
    Cosa è la sindrome del QT lungo? la sindrome di Brugada? Si ha idea di cosa sia la cardiomiopatia ipertrofica? Sapete che la prevalenza stimata della sindrome del QT lungo è di 1 caso su 2000 nati vivi? Sapete che il modo migliore per diagnosticarla è fare un Elettrocardiogramma? Sapete che chi è portatore di un QT lungo è a rischio di morte improvvisa? Ditemi allora quale famiglia non spenderebbe 30 euro per scoprire una patologia così insidiosa

    Giusto per stare in tema di prevenzione con l’elettrocardiogramma. Una notizia che dovrebbe far riflettere molti di coloro che parlano soltanto.
    Santa Marinella, 21 maggio 2013 – Anomalie riscontrate nel 5,73% di bambini sottoposti a indagine elettrocardiografica. Il 4,3% affetto da alterazioni minori; l’1,43% da anomalie maggiori. Tutti i piccoli con alterazioni importanti non sapevano di avere problemi cardiaci. Sono i dati emersi dallo screening effettuato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nelle scuole materne ed elementari del Comune di Santa Marinella, con il coinvolgimento di 695 piccoli tra i 3 e i 10 anni.

    Sottoposti a controlli elettrocardiografici (per il 90% si è trattato della prima volta), su 30 bambini sono stati rilevati piccoli problemi come i disturbi minori della conduzione cardiaca o l’extrasistolìa, mentre 10 bambini su 695 sono risultati affetti da anomalie più importanti come la preeccitazione ventricolare, l’intervallo QT lungo, il Pattern di Brugada. Categoria di anomalie, quest’ultima, che in una ridottissima percentuale può condurre alla morte improvvisa.

    Il progetto messo in campo dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con il Comune di Santa Marinella per combattere la morte improvvisa, è stato condotto per quattro settimane nelle scuole comunali Pyrgus, Vignacce e Centro. Lo screening è stato effettuato da un team altamente specializzato – composto da tre aritmologi pediatri, un tecnico di cardiologia e una coordinatrice – messo a disposizione dall’Unità Operativa Complessa di Aritmologia Pediatrica di Palidoro diretta dal Dott. Fabrizio Drago.

    “Lo screening elettrocardiografico è un importante strumento di prevenzione, perché in grado di identificare precocemente patologie cardiologiche a volte rare e gravi” spiega il direttore sanitario del Bambino Gesù, Dott. Massimiliano Raponi. “La collaborazione con il mondo della scuola è di grande aiuto per aumentare l’attenzione e la cultura dei Bambini e delle Famiglie verso il miglioramento continuo della qualità della cure. Per questo, pensiamo che partecipare allo screening oltre a migliorare la prevenzione delle patologie cardiologiche permette a Bambini e Genitori di acquisire uno sguardo più consapevole verso la tutela del proprio benessere, e costituirà quindi una risorsa per gli anni a venire”.

    “Lo screening effettuato già nella prima e seconda infanzia – spiega il Dott. Fabrizio Drago- permette di individuare quelle alterazioni tipiche delle sindromi aritmogeniche a rischio di Morte Improvvisa in una fase della vita in cui i sintomi raramente si manifestano”.
    “Nei casi selezionati, quindi – continua Drago – possono essere avviati trattamenti specifici che impediscono la comparsa dell’espressione sintomatologica di tali alterazioni, di cui anche la morte improvvisa fa parte. E’ importante sottolineare – conclude – che più del 90% dei bambini della scuola materna fosse al suo primo esame elettrocardiografico e che il 100% di quelli a cui siano state rilevate delle alterazioni importanti, non era a conoscenza di esserne affetto”.

    “Il progetto nasce dalla cooperazione tra l’Ospedale e le Istituzioni con l’intento di effettuare opera di prevenzione in ambito sanitario – spiega il Responsabile delle sedi di Palidoro e Santa Marinella, Dott. Alessio Calandrelli. “La realtà di Santa Marinella – continua – ci ha permesso di sperimentare un modello organizzativo di screening su un campione ridotto di popolazione così da individuare più facilmente quelle problematiche e criticità che, una volta risolte, potrebbero permettere l’esportazione del modello a realtà più grandi”.