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03 Giu 2013
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SIP: “Scelta migliore allattare al seno ed evitare cibi freschi”

È terminata a Bologna la 69esima edizione del Congresso SIP. Nell’ultima giornata trattato l’argomento della sicurezza alimentare per i più piccoli. “Bisogna ricordare che i bambini non sono piccoli adulti”, il monito dagli esperti. Soprattutto quando si decide cosa dare loro da mangiare.

11 MAG – [Quotidiano Sanità] Si è concluso il 69esimo Congresso Annuale della Società Italiana di Pediatria, partito l’8 maggio a Bologna. Dopo la grande attenzione dedicata a tutti i temi che riguardano il benessere e la salute di bambini e adolescenti, dalla gestione del dolore, all’umanizzazione delle cure, dai bisogni di salute alla povertà infantile, dalle vaccinazioni, ai corretti stili di vita, ieri la giornata è stata dedicata in larga parte alla ricerca scientifica, e al bisogno di tutelare la sicurezza dei più piccoli, nonostante in un periodo di crisi sia necessario ottimizzare le risorse. In un certo senso anche da questo è partita l’ultima giornata, dedicata al tema della sicurezza alimentare: l’avvertimento degli esperti va alle mamme italiane indotte, bilancio familiare alla mano, a risparmiare sugli acquisti per bebè e non di rado a scegliere anche per loro prodotti per adulti.
La preoccupazione è infatti che nell’attuare strategie anticrisi si accentui la tendenza aconsiderare il bambino come ‘un piccolo adulto’. Non è infatti un caso chela legislazione per gli alimenti destinati alla prima infanzia è molto più restrittiva, in termini di sicurezza delle materie prime, rispetto a quella generale. “Scelta saggia quella di allattare al seno il più possibile come strategia anticrisi”, spiega il Presidente della Società Italiana di Pediatria, Giovanni Corsello. “Non altrettanto vale per la sostituzione del latte formulato con quello vaccino se ciò avviene già a sei mesi. Quest’ultimo non andrebbe mai introdotto prima dell’anno”.
Bisogna infatti mantenere alta l’attenzione sui prodotti freschi. “Senza demonizzare il fresco – spiega Andrea Vania, responsabile del centro di dietologia e nutrizione pediatrica dell’Università “Sapienza” di Roma – almeno fino a un anno è consigliabile evitarlo, e sino a due è preferibile. Se sceglie il fresco, in linea di massima, il biologico dà più garanzie”.
Come rileva il primo Rapporto sui comportamenti d’acquisto nella maternità realizzato da Marketing Management, nel 2012 per la volta dal dopoguerra gli acquisti per i bimbi da 0 a 36 mesi (comparto alimentare e igiene) hanno registrato una flessione del 4,3%, pari a 89,3 milioni di euro. I tagli hanno investito soprattutto il comparto alimentare con gli scaffali ‘baby’ via via meno affollati La sostituzione con prodotti “adult” ha consentito di risparmiare 6,5 milioni. E’ il latte artificiale (‘formulato’) il prodotto che registrato il maggiore calo di acquisto (23.7 milioni di euro in meno nel 2012 rispetto all’anno precedente) sostituito con latte materno e con quello Uht (a lunga conservazione).
Quello dell’adultizzazione dei più piccoli è un problema da non sottovalutare, sottolinea anche Claudio Maffeis Docente di Pediatria all’Università di Verona: “I contaminanti tossici presenti nel cibo agiscono a tutte le età ma sono ben più pericolosi nelle prime età della vita in cui l’organismo cresce rapidamente e si sta sviluppando da un punto di vista funzionale. L’azione di queste sostanze agisce sul bambino sin dalla vita intrauterina, causando conseguenze per la salute anche molto rilevanti e che solo recentemente sono state evidenziate. In un recentissimo studio condotto in California (Cancer and non-cancer health effects from foodcontaminant exposures for children and adults in California: a risk assessment, di Rainbow Vogt, et al., Environmental Health 2012, 11:83) su bambini dai due ai sette anni di età è stata stimata l’esposizione a 11 composti tossici in base alla frequenza di assunzione di cibo riportata. “I risultati – commenta Maffeis – hanno mostrato che i livelli di benchmark sono stati superati da tutti i bambini”.

11 maggio 2013
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Ci sono 10 commenti:

  1. luisa mondo - 03 Giu 2013 2:12 PM

    lo studio è molto interessante in effetti, ma non parla di evitare i prodotti freschi! nelle conclusioni si legge che le strategie alimentari per ridurre l’esposizione a composti tossici includono
    1. consumo di latte biologico e verdura selezionate per ridurre l’apporto di pesticidi E QUESTO DOVREBBE ESSERE UN DIRITTO DI TUTTI, NON SOLO DELLE FAMIGLIE CHE POSSONO SCEGLIERE IL BIO!! ANZICHE’ CERCARE DI PIAZZARE SEMPRE PIU’ OMOGENEIZZATI OCCORRE PORTARE AVANTI CAMPAGNE PER LA RIDUZIONE DEL PREZZO DEL BIO
    2. consumare meno alimenti di origine animale (carne, latticini e pesce) per ridurre l’apporto di inquinanti organici persistenti e metalli INTERESSANTE ANCHE QUESTO DATO CHE MOLTISSIMI PEDIATRI SVENGONO QUANDO SENTONO PARLARE SDI SVEZZAMENTO VEGETARIANO E SE NON PRESCRIVONO LIOFILIZZATI E OMOGENIZZATI NON SI SENTONO A POSTO! CI VA FINALMENTE UN PO’ DI RIVOLUZIONE ALIMENTARE BASATA SU SALUTE, ETICA E AMBIENTE!!
    3 consumo di minori quantità di patatine, cereali, crackers, e altri cibi ricchi di carboidrati lavorati per ridurre l’assunzione di acrilamide.ANCHE QUESTO MI SEMBRA ASSAI SEMPLICE!!!

    Spero che questo convegno SIP venga fuori una maggior attenzione ai suddetti argomenti e non solo una maggior vendita di alimenti confezionati

  2. Andrea - 04 Giu 2013 12:35 PM

    Ls domande che porrei ai signori della SIP, con Vania in testa sono: e le donne che allattano? Non ci preoccupiamo di quello che mangiano in quanto chissà cosa passa attraversa il latte?
    E le donne incinte non sono ancora più da proteggere?
    E le donne che desiderano rimanere incinte?
    E i padri che vorrebbero un figlio? Magari ci sono problemi di fertilità.

    Non discuto che gli omogeneizzati contengano cibo super-mega-extra-iper sano e che TUTTI dovremmo mangiarlo, ma bisogna anche guardare l’altro lato della medaglia… e di tutti i bambini che si abituano a quei sapori e consistenze e non li vogliono più lasciare, vogliamo parlare? E a quei genitori SCIAGURATI che preparano con amore le pappette, ma poi di nascosto da tutti fanno assaggiare al bambino qualcosa dal loro piatto, cosa diciamo?

    Quindi a dare retta a Vania fino ai DUE anni tutto quello che entra in bocca al bambino deve essere in vasetto… ma allora anche l’acqua e l’aria che respira, dato che anche quelle sono inquinate. E chiaramente il bambino non può giocare con NIENTE, altrimenti c’è pericolo che una particella di qualcosa gli entri in bocca con danni irreparabili.

    Se volete che io compri il baby food, vendetemi AL BANCO le verdure e le carni sante che usano i produttori di vasetti e io per primo ve le compro. Se invece me le volete propinare in forma pre-digerita, allora senza alcun senso di colpa le lascio ai signri della SIP che tanto ne osannano la qualità.

    Invece di celebrare il fatto che FINALMENTE il fatturato del baby food sta scendendo, ci lamentiamo? E con quali argomentazioni? L’articolo ne propone ben poche e certo non a un’analisi a tutto tondo.

    Dall’ACP mi sarei aspettato di più.

  3. Beppe Primavera - 04 Giu 2013 3:01 PM

    L’ACP lo scorso anno, con Sergio Conti Nibali, Lucio Piermarini e altri, ha ingaggiato una battaglia a suon di comunicati stampa sul tema dell’alimentazione complementare, proprio con il prof. Vania. La nostra posizione è quella di Luisa, la sicurezza alimentare deve valere per tutti, dobbiamo pretendere per tutti la riduzione dei residui di pesticidi, per proteggere il bambino fin dalla vita intrauterina, periodo di massima sensibilità di cui nessuno si occupa.

  4. Giulio R. - 04 Giu 2013 3:31 PM

    Seguivo il vecchio blog ed infatti ricordavo questi comunicati:
    http://www.acp.it/2011/12/comunicato-stampa-infanzia-cibi-industriali-meglio-di-quelli-naturali-vietato-disinformare-680.html

  5. Andrea - 04 Giu 2013 3:35 PM

    Beppe, sono contento di questa precisazione, ma allora perché l’ACP ha pubblicato questo comunicato stampa senza uno straccio di commento esplicativo? Chi non vi conosce concluderebbe che voi siete d’accordo IN TOTO con quanto scritto.

  6. Laura reali - 04 Giu 2013 3:55 PM

    La posizione ufficiale Acp in materia di alimentazione dell’infanzia pubblicata e reiterata in molte occasioni, è ben nota: assoluta priorità dell’allattamento materno e dell’utilizzo di cibi freschi, secondo i principi dell’auto-svezzamento. Questo è il sistema migliore per favorire la salute del bambino e il corretto sviluppo del gusto. Nulla è cambiato. La pubblicazione del comunicato SIP voleva proprio suscitare la discussione in maniera aperta e diretta, come solo su un blog può succedere, sulle affermazioni riportate, che ci sembrano discutibili. Ad es. é piuttosto miope preoccuparsi dei cibi freschi da dare al bambino, perché forse inquinati e non preoccuparsi del fatto che sono gli stessi cibi che la mamma ha assunto per tutta la sua gravidanza e per tutta la sua vita. Perché non preoccuparsi di promuovere restrizioni all’uso di pesticidi in agricoltura? Come si può ritenere risolutivo l’utilizzo di alimenti dell’industria per i primi anni di vita? Cosa mangeranno poi i bambini dopo i 3 anni o nell’adolescenza? Questo non conta? Argomenti che sono condivisi anche da Andrea. E poi è ancora più discutibile il fatto di citare a sostegno dell’uso di cibi industriali uno studio (Vogt R, Env Health 2012, 11:83), che come L. Mondo ha già sottolineato, non conclude affatto che bisogna evitare i cibi freschi, ma che bisogna attuare tutte le strategie possibili per ridurre l’esposizione a composti tossici e favorire il consumo di prodotti biologici o comunque controllati. Quindi ben venga la discussione ….

  7. Sandro Bianchi - 04 Giu 2013 9:48 PM

    Chissà questi esimi colleghi come sono stati divezzati quando erano bambini?
    Oramai le evidenze scientifiche sono così schiaccianti che nessuno può non condividere che SOVRAPPESO, OBESITA’ e DIABETE MELLITO tipo II possono essere ridotti con semplici e naturali interventi: ALLATTAMENTO al SENO e l’AUTOSVEZZAMENTO.

  8. Andrea - 01 Lug 2013 12:07 PM

    Ho appena visto quest’articolo linkato su un altro sito dove sembra che quanto riportato sia la posizione dell’ACP.
    Come già detto nei precedenti commenti non c’è da sorprendersi perché così come è stato scritto, questo pezzo sembra proprio esporre la posizione dell’ACP.
    http://www.bambinonaturale.it/2013/07/alimentazione-bambini-cibi-sani-sicuri

  9. Laura reali - 02 Lug 2013 12:34 AM

    Caro Andrea, ti ringrazio per la segnalazione.
    Ho inviato un post di chiarimento al blog da te segnalato, evidentemente hanno letto un po’ frettolosamente. Peraltro nel post si sottolineavano altri aspetti, come l’importanza del controllo da parte dei genitori degli alimenti per i figli.
    Continuo a pensare che un blog sia un luogo dove si discutono tutte le opinioni, non solo un luogo per emanare posizioni ufficiali.
    Ma anche questa è ovviamente un’opinione ed è ottimo oggetto di discussione

  10. Pediatri e baby food, un conflitto d’interessi? | Autosvezzamento.it - 25 Ott 2013 10:13 AM

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